lunedì 12 novembre 2007

bahamut (A.Rezza, F.Mastrella)


Ecco quando l'astratto si fa comunicazione, interesse e divertimento.
Mi sono giusto lamentato alcuni post fa dell'incapacità comunicativa di una certa arte contemporanea che più che essere astratta mi è parsa avulsa e lo spettacolo del buon Rezza viene a darmi manforte dimostrando che anche nella ricerca, nella sperimentazione e nell'astratto si può comunicare con la persona comune.
La scenografia dell'artista Mastrella è alquanto spartana e lineare: un cubo di tubi visto in prospettiva centrale con la faccia lontana più piccola e sollevata da terra a mo di finestrella ed un'asse di legno che congiunge la faccia lontana a quella vicina a guisa di scivolo. Appese all'intelaiatura alcune velature di tessuto che diventano parti animate quando il Rezza vi infila testa o altro.
Lo spettacolo, in atto unico, è costituito da un susseguirsi di scene a volte concatenate a volte no e non vi è una trama comune e solo alcuni elementi passano da una scena all'altra. Tutto è centrato sull'attore Rezza e sulle sue due micidiali armi comunicative il corpo e la voce.
Nel giro di pochi minuti sul volto dell'attore passano decine di personaggi mentre il corpo corre, salta, scivola, sbatte e spunta da tutte le parti.
I testi sono divertenti, evocativi e resi potenti da un lessico ed una dizione popolarissimi e spaziano dall'assurda ricerca di dio a Kranska Gora alla lotta sindacale in un negozio di sartoria.
Lo spettacolo poi finge di concludersi improvvisamente. Invece prosegue dopo gli applausi con Rezza che chiede al pubblico di fare domande sullo spettacolo e cerca di provocarlo con risposte sprezzanti e fingendo + volte di andarsene per poi riprendere il discorso.

Davvero una serata divertente, un divertimento puro perchè legato non solo al contenuto ma anche alla forma.

Qui il link al sito dei due artisti.



3 commenti:

Anonimo ha detto...

critico letterario. c'hai mai pensato?? io ci penserei seriamente!!
Ambra

trini ha detto...

l'ho sempre detto lavoro da una vita per diventare opinionista da maurizio costanzo...

Anonimo ha detto...

E perche' non lo sciampista?