domenica 29 marzo 2009

la verità è che non gli piaci abbastanza..


Classica commedia americana, divertente ben orchestrata e fondamentalmente buonista dove sembra che le persone non abbiano altro da fare che pensare a tessere relazioni amorose. I personaggi sono ovviamente quasi tutti bellocci e patinati (solo un paio si discostano dal clichè) e quindi gli intermezzi stile intervista a persone reali finiscono per evidenziare un po' il distacco fra le vicende di questi bellocci ricchi che sfrecciano su barche a vela da 20 metri e la gente reale.
Comunque soprassedendo sui limiti intrinseci di questo genere di pellicole il film regala 2 orette di svago senza mai essere volgare e facendo sorridere e palpitare anche un po'.

l'anima buona del sezuan (B.Brecht)..


No davvero, in vita mia non ricordo mi sia mai capitato prima dell'altra sera di abbandonare uno spettacolo prima della fine. La cosa divertente è che l'anima buona del sezuan è uno spettacolo carino, ben recitato, ironico e neanche pesantissimo. Il fatto è che ero stanco e completamente disidratato per colpa di una pizza presa a cena. Oltre a ciò le sedie della corte non sono il massimo in fatto di comodità e spesso c'è un caldo eccessivo.
A ciò si aggiunge che dopo un'ora e fischia lo spettacolo che io pensavo stesse giungendo a termine è approdato a sorpresa solamente all'intervallo. Non era per me possibile resistere ancora per così tanto e quindi mi sono dovuto dare per vinto.
La storia invita a riflettere sull'impossibilità di essere buoni per davvero a questo mondo, io invece ho concluso che non era possibile restare ancora seduto in quel teatro.
Che altro aggiungere se non un invito ai teatranti a snellire un po' gli spettacoli.

lunedì 16 marzo 2009

la vasca..


Recentemente mi sono trovato di fronte ad un task complicato e faticoso: rimuovere la vasca preesistente nel mio appartamento (e che io sostituirò con una buona e pratica doccia).
Forse non tutti sanno che una volta si soleva fare le vasche in GHISA che è un simpatico materiale dotato di due importanti attributi: - è durissimo e quindi non si fa a pezzi facilmente - ha il peso specifico di un ammasso stellare.
Si trattava quindi di trasportare un peso stimato di 80kg con una scomodissima forma di vasca fuori dall'appartamento e poi giù per quattro piani di scale. Per qualche tempo ho allontanato da me l'amaro calice posizionando la vasca su un terrazzo e fingendo di dimenticarne l'esistenza ma alla fine ho dovuto affrontare la cosa.
L'impresa è stata dura ma grazie all'aiuto del nerboruto Claudio e del possente Koba è stata portata a termine in tempi umani nonostante i numerosi pit-stop mentre si scendeva.

la boutique del mistero (D.Buzzati)


Si tratta di una gustosa raccolta di racconti brevi o brevissimi (fa eccezione il solo "il cane che aveva visto Dio" che è un poco più lungo), nei quali l'atmosfera che si respira è fiabesca.
Questi racconti hanno due fili conduttori: - la morte e la sua attesa -il divino. Entrambi sono esplorati con divertenti artifici retorici e semplici allegorie. Molto spesso le due entità diventano parti solide se non addirittura dialoganti nella narrazione della storia ma questo non stona affatto donando trasportando il lettore nel mondo sognante delle favole.
I personaggi sono tutti minori e modesti, anche i protagonisti quasi a rincorrere un elogio della semplicità e della pacatezza.
Buona lettura per chi ama i racconti brevi e sa apprezzare la leggerezza + che l'esercizio tecnico.

mercoledì 4 marzo 2009

b&b borgo torri: Roberto...


Lo scorso week end siamo andati, con un discretamente folto, gruppo di amici a Siena a seguire il grifone. Per l'occasione siamo partiti il giorno prima per fare un giro etno-gastronomico ed abbiamo prenotato in un b&b piuttosto carino nei dintorni di Siena.

In questo b&b lavora (o forse è meglio dire è presente) un certo Roberto. Si tratta di un ex monaco buddista, naturopata, astrologo e quant'altro di mistico si possa immaginare. Le principali caratteristiche di quest'uomo sono la fluente chioma canuta ed una certa diffidenza (forse dettata dall'esperienza monastica) verso le principali pratiche igieniche (lavarsi, cambiarsi d'abito etc).
Non sorprenderà dunque sapere come Robbie si occupi della cucina del b&b. Anzi egli è un vero funambolo della fiorentina (rigorosamente fredda fuori e glaciale dentro) e del capocollo.
Avendo a nostra disposizione un tale saibaba non siamo riusciti a trattenerci dal farci fare i tarocchi (psicologici) per meglio comprendere le nostre disequilibrature nei chakra e porvi rimedio.

Tra le perle che ha regalata a tutti noi vale la pena citare:
  • "si vede che in gioventù hai dovuto affrontare grossi difficoltà mentali" (detto ad una ragazza)
  • "ecco una checca" (detto ad un ragazzo)
  • "no, non posso leggerteli non me la sento" (detto ad un ragazzo mentre in sottofondo c'era la musica di profondo rosso)
  • "si vede che tu sei uno stronzo" (detto a un ragazzo)
A questo punto abbiamo chiesto lumi sulla partita del grifone, ma è inutile che vi dica come si è rivelata tale profezia.

filumena marturano (E. De Filippo)..


Mi sono recato a vedere questo spettacolo un po' prevenuto. Non avevo mai visto nessuna rappresentazione di Eduardo ma vuoi per l'accento napoletano che non amo particolarmente, vuoi per l'aurea di malinconia dell'autore ero propenso a pensare che mi sarei annoiato.
Invece mi sono ricreduto appieno. Certo i tre atti separati da lunghi intervalli non sono leggerissimi ma certo non ci si annoia e sul palco le fasi più introspettive sono intramezzate da sketch e battute pimpanti.
Ottimo il protagonista Luigi De Filippo e brava anche Lina Sastri anche se a mio avviso un pelo troppo drammatica nell'indossare un personaggio che dovrebbe essere più che altro furbesco. Piacevoli i comprimari.
Semplice ma di atmosfera la scenografia che propone una grande stanza affacciata su una veranda che, evitando di cadere nella + semplice retorica partenopea, offre una visione della città e non del suo golfo o del vesuvio.
Per ora nel mio personalissimo tabellino Eduardo batte Pirandello 1-0.

lunedì 2 marzo 2009

Un nuovo regno (L.Troisi)


Il livello della trilogia le guerre del mondo emerso ritorna ai fasti del primo capitolo in questo volume conclusivo dimostrando che il volume intermedio era niente più che un inutile intermezzo per aumentare il revenue della serie.
L'intreccio narrativo raggiunge ottimi livelli con tre storie che si dipanano in parallelo e l'inserimento di elementi romantici che stante l'ambientazione fantasy non guastano l'atmosfera. Si nota che l'autrice sa fare il suo mestiere più che a dovere e tutti gli elementi dell'intreccio vanno al loro posto senza eccessive forzature.
Che dire tutta la trilogia nell'insieme è una valida lettura, che sa catturare l'attenzione con belle e sufficientemente credibili ambientazioni.