mercoledì 27 febbraio 2008

banda larga per tutti (o quasi)..


Proseguono le mie peripezie alla ricerca della connessione internet domestica.
Appena arrivato a dicembre del 2006 avevo provato a vedere chi poteva darmi l'adsl e dopo vari tentativi con fastweb, infostrada ecc avevo risolto grazie a Tiscali che sembrava l'unica azienda in grado di darmi la connessione adsl senza dover ricorrere all'attivazione di una linea telecom.
Se leggete il mio blog saprete già che dopo che mi era stata messa in funzione a febbraio 2007 la linea aveva cessato di esistere a maggio e che ci vollero mesi e mesi per avere un intervento a domicilio e l'infausta constatazione che non si poteva rimettere in piedi la connessione poichè occorreva tirare dei fili nuovi nei muri (chiaramente la gente che manda telecom tira la volata a questa azienda e quando può fa sembrare impossibile cose semplici) .
Chiuso con Tiscali mi sono ritrovato senza connessione ed ho quindi cominciato a pensare alla prospettiva di usare chiavette UMTS.
Però non ero sicuro di questa soluzione, un po' i costi elevati, un po' le ore limitate di accesso un po' la difficoltà a collegare altri dispositivi anche wi-fi e non da ultimo i dubbi sulle prestazioni mi hanno bloccato sullo stand-by.
Questo fino a che la settimana scorsa ho deciso che visto che prevedo di restare nell'appartamento almeno un altro anno era il momento buono per chiedere la linea telecom e avere alice. Tra me e me pensavo che Telecom pur di darmi l'adsl avrebbe trovato la soluzione per i fili etc.
Così ho telefonato al loro numero 187 e una signora gentilissima ha istituito la mia pratica. Ci siamo salutati con un "le faccio sapere più tardi quando passa il tecnico per la linea".
Passano alcune ore e mi telefona un'altra signora della telecom che mi dice "siamo spiacenti ma possiamo darle solo la linea e non l'adsl, la centralina che serve il suo palazzo è completa, se vuole può riprovare fra qualche mese, magari qualcuno si stacca".

Ma porcaz!!!!! e questo è un paese moderno?!!!!!
In piena città di Genova non è possibile avere l'adsl tramite nessun gestore, che merda!

lunedì 25 febbraio 2008

la parola ai giurati (R.Rose)..


La trasposizione teatrale di uno script cinematografico spesso è un'attività non scevra da rischi. Non in questo caso dove l'ambientazione confinata ad un'unica stanza si presta senz'altro meglio al teatro.
La storia racconta dei dubbi di una giuria di 12 uomini chiamata a decidere della vita di un giovane ispano-americano accusato di parricidio. Tutti gli elementi sembrano portare alla colpevolezza ma grazie alla testardaggine di un singolo giurato si insinua un ragionevole dubbio.
Al centro di tutto in questa rappresentazione non c'è già il reato ed il suo possibile colpevole quanto la caratterizzazione dei personaggi, ciascuno incarnante un archetipo della società americana degli anni 50, e le dinamiche di interazione tra gli stessi. Pregiudizi, insulti razziali, problematiche generazionali sono la vera essenza di quest'opera.
La scenografia dello spettacolo è risultata davvero curata dotata di alcuni effetti speciali ben congegnati e realizzati, ottimi anche i vestiti.
Davanti alla scenografia era teso un telone retinato su cui venivano retroproiettati brevi contributi filmati, oltre a ciò la retinatura conferiva all'immagine una certà sfuocatura che contribuiva a marcare la citazione del film originale di Sidney Lumet.
La recitazione è risultata buona, teatralmente ben misurata (solo alcune volte sopra le righe), con alcuni personaggi davvero ben caratterizzati.
In definitiva è stata una serata piacevole di teatro dove tutti gli elementi sono risultati positivi. Alla fine il folto pubblico non ha potuto che apprezzare e gratificare Gasman e gli altri interpreti di una ottima messe di applausi.

mercoledì 20 febbraio 2008

gratis a soli 9 euro al mese...


Ultimamente, specie in ambito telefonia mobile si sta diffondendo la pessima abitudine di far passare per gratis qualcosa che in realtà viene venduto in abbonamento.
Emblematica l'ultima campagna pubblicitaria di Wind che propone la connessione internet via umts/gprs ad un costo di 9 euro mensili (o forse 9,90) con un bundle di 50 ore. Ora, siccome oltre le 50 ore si paga un extra (ed anche salato), quei simpaticoni del marketing rovesciano il concetto dicendo che le prime 50 ore sono gratis!! (trascurando il fatto che il servizio si paga).
Io mi chiedo seriamente come questo sia possibile, come si possano riempire le città di prese per i fondelli.
Pensate a quanto sarebbe ridicolo se invece di telefonia si trattasse di benzina: "con 50 euro di benzina al mese i primi 100 km percorsi sono gratis".
Esistono delle autorità preposte a verificare che i messaggi pubblicitari non siano ingannevoli? E se si cosa fanno tutto il giorno? Boh.

mercoledì 13 febbraio 2008

Cloverfield..


Prendete Godzilla ed immaginate di raccontare la storia non dal punto di vista del regista ma da quello di un gruppo di persone coinvolte nella fuga dalla devastata città di Manhattan. Questo è Cloverfield.
Uno dei protagonisti ha in mano la videocamera quando parte l'attacco della bestia e continua a filmare per tutta la durata del film. Dunque il film è fatto a spezzoni con stacchi duri e secchi da una scena all'altra, senza musiche di sottofondo e con una trama che è piuttosto labile (recuperare una donzella ferita e fuggire dalla città) e l'attacco del mostro non è nè giustificato in alcun modo ne portato a conclusione. Alla fine del racconto non sappiamo cosa ne è stato del mostro della città nè di alcuni protagonisti.
Sul web questo prodotto viene talvolta presentato come uno stravolgimento dello strumento comunicativo cinematografico a favore di contenuti user generated (stile Youtube). In realtà il film più che mostrare contenuti fatti da utenti sembra intento a mostrarci gli utenti che realizzano i contenuti. Uscendo si ha più l'impressione che sia il cinema a provare mangiare la rete più che la rete a tracimare nel cinema.

lunedì 11 febbraio 2008

Maus (A. Spiegelman)


Prima di tutto voglio dirvi una cosa: "leggetelo".
Non ci sono spazi per "ma" o "forse" quando ci si trova di fronte ad un'opera di questo tipo.
Si tratta, per quelli che non lo sapessero, della storia a fumetti di un ebreo polacco deportato ad Auschwitz. La storia si muove su due livelli temporali, nel primo l'autore del libro stesso intervista il proprio nevrotico padre per cercare di realizzare una storia a fumetti sulla sua vita da deportato, nell'altro si svolgono le vicende di guerra e deportazione.
Il tutto si regge su un grande artificio retorico per cui gli ebrei sono rappresentati da topi, i nazisti da gatti i polacchi da maiali, gli americani da cani e via dicendo (ridicoli i sovietici salmoni e gli svedesi a forma di renna).
La potenza evocativa dell'immagine supera quella di qualunque racconto scritto ed oltre a ciò l'autore non scade in giudizi sommari su l'una o l'altra parte. Questi sentimenti totalitari li lascia al padre che nonostante abbia patito l'impossibile per colpa del razzismo non esita ad esibirsi in esclamazioni xenofobe nei confronti di uno schwarzer (uomo di colore).
Nulla è risparmiato a livello di verità, nulla è taciuto, solo il disegno attenua un pochino l'orrore e gli intermezzi in tempi moderni concedono qualche attimo di riposo facendoci comunque riflettere sulla profonda impronta che fatti come quelli possono imprimere nelle persone.

vernazzola domenica mattina..


L'italia è il paese con l'età media più alta, la liguria è la regione con l'età media più alta, la provincia di genova è seconda solo a quella di savona. Il porto è gestito con sistemi clientelari, di terzo valico non si parla. La città si spopola ma resta sporca e caotica. Fare affari a genova è dificilissimo vuoi perchè se non sei parte della famiglia tizia non ti riceve nessuno.
Poi però basta uscire di casa e fare 200 metri di strada per trovarsi in posti assurdi come Vernazzola che poco o niente c'entrano con una città di 600 mila e passa abitanti. Un posto che sembra più un borgo marinaio del tigullio che un pezzo di una città.
Li passeggiando sul moletto una domenica mattina di febbraio, guardando il mare e dietro la sagoma del mio monte Fasce, ti viene di pensare che non è poi tutto sto schifo vivere a genova.
Cliccare quì per lo slideshow.

mercoledì 6 febbraio 2008

Ein gute Weißbier..


Vorrei proprio capire perchè le cose che più piacciono sono quelle che inevitabilmente ci fanno più male. Adoro la birra, chi mi conosce lo sa. E' noto il mio motto "la birra è il migliore amico dell'uomo". Fra le varie tipologie di birra le birre bianche sono la mia passione, sarà per il loro sapore fruttato, per la schiuma densa e stabile o forse per il colorito chiaro e l'aspetto torbido.
Dannatamente per la legge del contrappasso non c'è cosa che riesca a digerire meno di questa diavolo di birra di frumento. Ogni volta che ne bevo più di un boccale mi condanno a due giorni di ubriachezza persistente, nausa e cacarella.
Ma che ci volete fare, l'amore vince tutto e nulla può separare un uomo dalla sua birra.