mercoledì 19 dicembre 2007

spaghetti thrasher


Come avevo avuto modo di dire un paio di giorni fa ho trascorso la serata di ieri al Nota Bene Live di Rapallo assistendo ad una performance live dei miei amici Loculo.
Presenti circa 35-40 persone quasi tutte venute per il concerto. La performance è stata ottima e complice il locale raccolto si è creata una grande atmosfera.
Mi sono sinceramente divertito e devo ammettere che i Loculo sono cresciuti nettamente dal punto di vista tecnico ed ora sono molto meno grezzi. Mi fa molto piacere vedere come i loro sforzi si stiano lentamente ripagando.

martedì 18 dicembre 2007

31


Gaudio, gaudio oggi è il mio compleanno.

In verità non ricordo di un solo mio compleanno che possa dire di aver trascorso felicemente, ogni anno ce n'è una.
Questo non fa difetto che c'ho una colite fortissima (penso dovuta al freddo incontrato per andare a cercare di comprare i regali di natale).
Vabbeh per fortuna tra una settimana è natale.

"Pascite ut ante boves!"

lunedì 17 dicembre 2007

loculo o lo culo?..




Visto che domani sera con ogni probabilità assisterò ad una loro nuova performance live mi sembrava giusto dare il mio contributo di visibilità (minima) ai miei cari amici loculo.
Queste immagini si riferiscono ad un concerto dell'anno scorso al ghost che mi vedeva presente.
Quanti volessero approfondire possono cliccare quì. Tutti siete invece invitati a lasciare un commento sul loro possente impatto dal vivo.

Che altro aggiungere se non che aspetto da troppo la pubblicazione del loro primo live album: "loculo live in loano"!!!

giovedì 13 dicembre 2007

black commedy (P.Shaffer)


Nonostante il titolo possa far pensare a qualcosa di macabro, Black Commedy è una allegra e scanzonata (a tratti anche sgangherata) commedia degli equivoci.
Alla base di tutto un interessante espediente scenico, l'illuminazione della scenografia è opposta a quella della realtà rappresentata. Fino a che i fatti si svolgono alla luce delle lampadine la scenografia è al buio, ma quando sopravviene un black-out viene illuminata a giorno permettendo agli spettatori di vedere i personaggi muoversi a tentoni tra i vari ambienti. Quando qualcuno accende un fiammifero o un accendino ecco sopravvenire la penombra.
L'idea è brillante e da ampio spazio alla creazioni di situazioni comiche. La sceneggiatura comunque ne sa approfittare solo in parte preferendo spesso scivolare su battute e situazioni un po' grossolane.
Gli attori offrono un discreto servizio all'opera, soprattutto per mezzo dei loro corpi che spesso urtano, inciampono e ruzzolano e la recitazione è seppur caricata coerente e piuttosto azzeccata ai personaggi.
In definitiva una buona ora e mezza di evasione senza troppe pretese.

martedì 11 dicembre 2007

italian style (all'estero dico di essere tedesco!)...


Al motorshow ho avuto occasione di trovarmi immerso in una folla di compatrioti di varia estrazione e provenienza. E' stata una buona occasione per fare due osservazioni sul comportamento dell'italiano medio.
Quello che emerge ahime è che le principali caratteristiche nostrane sono:
  1. La caccaraggine
  2. La maleducazione
E' stato veramente terribile notare poi come le due caratteristiche citate si acuiscano poi notevolmente al diminuire dell'età.

Vediamo la cosa un po' più in dettaglio

La caccaraggine
Maledetta sia Maria De Filippi ed il suo uomini e donne che hanno sdoganato quello stile d'estrazione romana dove conta esibire e basta all'insegna del più è grosso meglio è. Non importa che certi occhiali da sole, certe cinture, berretti o magliette siano orrendi, quello che conta è che sopra ci sia il logo giusto (Fendi, Gucci, D&G, ecc).
Certo che se oggi i modelli di eleganza sono i calciatori siamo proprio rovinati.
Il peggio poi al motorshow lo davano le ragazze che, forse dovendo difendersi dalle modelle negli stand proponevano per lo più un look da strappone chiatte.

La maleducazione
Riuscire a fare una foto senza che qualcuno ti passi davanti è stata un'impresa. Vince la regola del più strafottente. Poi se per disgrazia involontariamente intersechi la foto di qualcuno capita di sentirsi dire "Ah bello levate de mezzo"!!
E poi la ressa, nessuno che faccia niente per evitare di andare addosso agli altri o per agevolare il passaggio. Ho visto alcuni poveri (in questo caso si) individui su sedia a rotelle venire travolti dalla marea e costretti per decine di minuti in un canto.

Insomma citando il titolo se questo è lo stile italiano allora tanto vale fingere di non essere tali.

motorshow bologna..


Lo scorso weekend sono andato a Bologna, e visto che questa mia visita coincideva col primo weekend della manifestazione non mi sono lasciato certo scappare l'occasione.
Una vera figata. Mi sono divertito come un bambino a salire e scendere su tutte le macchine a disposizione e a raccattare depliant e gadget. Ovviamente visto il mio gusto ho privilegiato il segmento A e B e dato poca attenzione alle macchine sportive o superlusso (del resto difficilmente accessibili per effetto della ressa).
Se volete vedere un po' di macchine a caso tra quelle che ho fotografato cliccate qui.
Purtroppo visto il tempo a disposizione ed il clima non molto favorevole ho dovuto un po' snobbare le aree all'aperto dove si poteva assistere a gare di vario tipo (dalla formula renault alle moto) , partecipare a lezione di guida sicura o fare i passeggeri su un 4x4 su un percorso degno di Gardaland.

Aggiungo ancora due note a quanto detto fin qui:
Le modelle: molti stand oltre alle macchine mettevano in mostra modelle extralusso mentre altri forse meno legati all'immagine ma più accoglienti dispiegavano sul campo un buon numero di giovani ragazze più o meno carine. La cosa + divertente è stata vedere come molti dei presenti se ne fregassero completamente delle macchine preferendo fare collezione di foto in compagnia del maggior numero di signorine. Passi per i ragazzini, ma quando si vedono persone di 50 anni appoggiare le loro mani sudate sulla spalla di una giovane di 20 a me vengono i brividi.
Il ristoro: sarò io genovese ma pagare due bibite e due hot dog (per altro maffissimi) qualcosa come 17 € si configura come circonvenzione d'incapace (o di appetente).

lunedì 3 dicembre 2007

vandali dello spazio (J.Vance)


Vance con questa sua opera ci porta al centro della fantascienza d'evasione, nel reame dei viaggi spaziali. La storia è in realtà solo il primo tempo di un'epopea galattica in due parti.
Quello che viene proposto ai lettori è il viaggio scanzonato del Glicca lungo le tratte commerciali dei mondi esterni della dominazione Gaenica. Sebbene tutti i mondi siano abitati da umani o loro derivati ciascuna etnia offre una differente impostazione sociale. Il tutto viene servito con ampio uso di ironia e non sense e non c'è da meravigliarsi davvero molto se la storia ci conduce in posti come una conceria di pelli umane o una locanda dove i suonatori chiedono soldi per smettere di suonare male.
A fare da trait-d'union all'intera vicenda è l'equipaggio della nave, un capitano burbero e assorto, un cuoco filosofo, un capo meccanico giocatore professionista ed il protagonista Myron Tany che altro non è che un damerino scacciato dalla nave della zia.

delirium pes..


Guardate un po' cosa ha combinato un mio compagnio di squadra (il buon scicchi) un giorno che era in mutua. Doveva avere la febbre decisamente alta, il valbrevenna che batte genoa e real madrid è decisamente oltre il delirio.
Speriamo che si mantenga il più possibile in salute sennò chissà cosa diavolo tira fuori.

venerdì 30 novembre 2007

Elettra (Sofocle)


C'è qualcosa nel teatro tragico greco che mi colpisce sempre con vigore, questo qualcosa è il senso liturgico della rappresentazione teatrale. I personaggi più che persone reali sono modelli che appartengono al mondo dei principi primi.
Elettra di Sofocle non fa eccezione, la vera protagonista della vicenda è non già la devota figlia di Agamennone quanto l'inesorabile etica della giustizia che si manifesta nella vendetta del giovane Oreste ai danni della madre Clitennestra e del suo amante Egisto.

Veniamo alla rappresentazione a cui ho assistito ieri sera, che potrei riassumere in due parole: classica e metaforica.
La scenografia era costituita da un sovrappalco, leggermente degradante, di forma triangolare e rappresentante un terreno brullo. Dai tre lati sporgevano tre piccole pedane triangolari (il tutto costituiva quindi un disegno a stella di davide). L'azione si svolgeva principalmente sul terreno, le pedane erano prevalentemente usate per i monologhi e talune volte i personaggi minori si aggiravano al di fuori della struttura. Al centro del triangolo un buco nel terreno rappresentava l'ingresso della reggia degli Atridi, rappresentazione metaforica della caduta e dell'infamia. A sostegno di tale metafora tutti gli atti anti-etici della rappresentazione (l'uccisione dei due amanti, le vessazioni verso Elettra, le genuflessioni di Crisotemi verso il potere) avvengono nel buio della buca.
I vestiti di scena sono apparsi ottimi e ben contrastavano sullo sfondo nero (ottimo nel dare epicità).
Buona in generale la prova degli attori, forse un po' troppo teatrali (ma in questo tipo di teatro sarebbe un errore non esserlo) nella modulazione di taluni passaggi.

Nota a margine la serata si è conclusa con mezz'ora abbondante di attesa nel silos parcheggi a causa di un malfunzionamento. Non ho potuto fare a meno di notare come quelle simpatiche vecchine che affollano i teatri si trasformino in arpie disposte a non cedere neanche un millimetro di spazio pur di uscire un minuto prima da una coda.

giovedì 29 novembre 2007

che freddo..


Lunedì mattina l'impianto di riscaldamento del mio ufficio ha deciso che era troppo freddo per continuare a funzionare. Scartate successivamente l'ipotesi sciopero per protesta, stufetta elettrica (troppo poco wattaggio) ed accensione di un bidone di rifiuti non è rimasto che provvedere a vestirsi come inuit a caccia di orsi polari.
La temperatura infatti si mantiene tra i 13 ed i 15 gradi causando oltre all'indolenzimento delle estremità anche un perenne cerchio alla testa.
Potete ammirare qua sopra una delle mie improbabili mise di questi giorni. Vi prego di apprezzare i mezzi guanti da programmatore.

lunedì 26 novembre 2007

lo spaccacuori..


Dopo qualche tempo torno al cinema per gustare una commedia con Ben Stiller, auttore mai abbastanza ringraziato per performance offerte in film quali Zoolander e Dodgeball.
Questo spaccacuori è un film divertente ma a mio avviso strizza un po' troppo l'occhio alla volgarata, un po' troppo vanzinesco ed un po' meno non-sense rispetto a quanto era lecito aspettarsi.
Alla fine dei conti la visione è gradevole, se si accettano alcuni comportamenti poco credibili del protagonista un po' troppo piacione rispetto a quello che uno sposino dovrebbe essere, e anche se il film non sarà una pietra miliare nella storia del cinema qualche risata la strappa.

giovedì 22 novembre 2007

funes..


In questi ultimi mesi di forzato distacco casalingo dalla rete (che posso accedere solo dall'ufficio) mi è capitato di riflettere su quanto sia radicato in me l'approccio: "ho un dubbio? vado un attimo su google a dare un'occhiata".
Oltre a ciò mi sto accorgendo che il supporto del web in ambito lavorativo è diventato altrettanto indispensabile. I doc delle API di un ambiente di sviluppo, come fare a importare un documento di un tipo su un applicativo di altro tipo, come configurare la propria macchina, sono ormai molte le operazioni che compio al lavoro cooperando con i contenuti presenti sul web o con altri strumenti come forum, ng o blog.
Mi sono però accorto che questo supporto informativo sempre disponibile si è tradotto in una minore memorizzazione dei concetti da parte mia. Perchè devo sforzarmi di imparare una procedura o un funzionamento quando posso velocemente ottenere dal web queste informazioni.
Certo per uno come me che fino ad una certa età ha introitato e catalogato tonnellate di input questo approccio risulta assai fruttuoso giacchè non ho più bisogno di formarmi una intelligenza smadonna dietro a ragionamenti complessi ed trapiandanto tali pattern di ragionamento nel mio cervello.
Ma cosa succederà ai più giovani? Quelli che da sempre hanno avuto al loro fianco il web come fonte inesauribile di informazioni che non è + necessario sapere ma che basta richiamare?
E soprattutto quando la pervasività dell'hardware e la banda larga wireless saranno realtà e saremo sempre cablati e sempre online che ne sarà della nostra memoria e della nostra capacità di ragionamento?
Finiremo tutti per omologarci alla media della rete perdendo progressivamente la capacità di critica di quanto ci verrà offerto come contenuto o invece ne trarremo profitto rompendo tutte le barriere che si presentano davanti ai nostri pensieri?

mercoledì 21 novembre 2007

11 settembre 1983


Ieri sera guardando l'intervista di mister Gasperini mi è venuta la curiosità di vedere quale fosse la data della mia prima apparizione al Ferraris per guardare una partita del Grifone.
Ricordavo la partita, Genoa-Udinese, ed il risultato un tondo 0-5 ma non ricordavo l'anno. Bene era il 1983 e non avevo dunque ancora 6 anni.

Riporto il tabellino:

11 Settembre 1983 Genova - Luigi Ferraris
GENOA - UDINESE 0 - 5 (0 - 2)
Reti: 37' Mauro, 42' Zico, 61' e 72' Virdis, 89' Zico
GENOA: Martina, Romano (69' Fiorini), Testoni, Corti, Gentile, Canuti, Bergamaschi, Peters (69' Viola), Antonelli, Faccenda, Briaschi. Allenatore: Simoni.
UDINESE: Brini, Galparoli, Tesser, Gerolin, Miano (77' De Agostini) Edinho, Mauro, Marchetti (71' Cattaneo) Causio, Zico, Virdis. Allenatore: Ferrari.
Arbitro: Pairetto di Torino. Spettatori: 35.218

Che dire un inizio che già presagiva le glorie future!

martedì 20 novembre 2007

la gaia fantascienza


Ieri sera un mio amico ha visto tra le mie mani un libro di Jack Vance e così abbiamo cominciato a discutere un po' sulla fantascienza. La sua impressione da profano (ma dotato comunque di buoni riferimenti socio-culturali) è che la fantascienza sia solo un genere di letteratura avventurosa e quindi si esaurisca nel filone degli star-trek o degli star wars.
Ho cercato con buoni argomenti di controbattere questa impressione spiegando a lui che innanzi tutto la fantascienza più che un genere è un contenitore di generi diversi che hanno tutti in comune il fatto di raccontare eventi localizzati in un universo differente da quello reale ma comunque più o meno plausibile.
Poi all'interno di questo spazio ci sono libri che si occupano di avventura ed altri che invece usano la fantascienza per creare il contesto per analisi psicologiche, sociologiche o politiche. Altri invece si preoccupano di dare libero sfogo alla creatività pura e semplice.

Ragazzi la fantascienza è un genere che merita più che una svogliata occhiata, certo occorre documentarsi e sapere cosa cercare. Pagine come quelle di Vonnegut o di Keyes o di Bradbury (citando qualcosa nel mucchio) meritano di essere lette da tutti.

lunedì 19 novembre 2007

villa pallavicini..


Ieri pomeriggio, in mancanza della droga calcistica, mi sono recato a Pegli (quartiere ponentino di Genova per i non zeneizi) a visitare il rinomato parco di villa Pallavicini. Mi ricordavo infatti di esserci stato una o due volte da bambino e l'idea di passare un paio d'ore all'aperto non mi dispiaceva affatto.
Il viaggio in treno è stato azzeccatissimo poichè l'ingresso alla vila ed al suo parco è adiacente alla stazione di Pegli. Questo al netto delle pessime condizioni dei treni FS e della scellerata scelta di avere pochi treni a percorrenza metropolitana durante i festivi.
Appena entrati nella biglietteria/segreteria si cade vittime dell'approssimazione tipica dell'amministrazione dei beni pubblici genovesi. Nessuna persona in divisa, solo un tavolaccio con un computer, una stampantina e due giovani (forse dei volontari) che a mala pena sanno stampare i biglietti. Nessuna informazione fornita se non il costo dell'ingresso (3€) , nessun tentativo di interessarmi a visitare altre cose correlate al parco (ad esempio il museo di archeologia ligure).

Una volta dentro si comincia la scalata verso i giardini (ma si sa a Genova le pianure sono bandite) e non si può non notare come la cartellonistica sia scadente, approssimativa ed assolutamente monolingue e come molte cose giacciano abortite e semi-abbandonate (tipo una fantomatica terrazza adibita a picnic.
I giardini sono bellissimi, anche se in questa stagione sono per lo più sfioriti (e a tratti sembra di girare per il cimitero di staglieno) e le architetture ornamentali sono in condizioni mediamente discrete. Ciò che però risulta inaccettabile è l'idea di abbandono che gran parte del parco trasmette. Certo ci sta che in questa stagione alcune cose non siano attive (i ruscelli sono tutti in secca) ma sconcerta trovare molte situazioni a metà strada tra il dimenticato e lo smobilitato.
Fa eccezione il solo laghetto neoclassico dove numerosi uccelli (cigni, papere, oche ecc + un pavone) si mostrano con una certa civetteria mentre nuotano e svolazzano sullo sfondo di una scenografia di sogno.

Alla fine uscendo mi sono sentito un po' malinconico per come anche questa attrazione sia gestita in modo poco professionale ed attento.

venerdì 16 novembre 2007

la famiglia dell'antiquario (C.Goldoni)

Quando si rappresenta una commedia di Goldoni si corre sempre il rischio di caricaturare troppo o di rimanere ostaggio di atmosfere poco attuali. Non è il caso di questa commedia ben recitata e ottimamente diretta.
La rappresentazione viaggia a ritmo sostenuto e non viene interrotta da pause. I cambi di scena durano pochi secondi e sono accompagnati da brevi stacchi musicali.
La scenografia è costituita da un ampio pannello dipinto rappresentante l'interno di una stanza di una casa nobiliare. Buona parte di questo pannello è incernierata al centro e ruota su se stesso ad ogni cambio di scena permettendo agli attori di spostare dentro e fuori la scena i complementi d'arredo.
Caratteristica divertente è il fatto che ad ogni cambio di scena i vestiti e le sedie si attualizzano progressivamente e dal '700 si arriva fino agli anni 60-70 del secolo scorso. Si tratta certo di un tentativo di mostrare come la tematica trattata da goldoni sia attualizzabile. Invero non è propriamente così e pensare di ambientare ai giorni nostri una storia dove due donne pretendono rispetto per delle banali offese e si fanno consolare da cicisbei è difficile.
La commedia è comunque molto divertente, merito sia della bravura degli attori che del testo e la regia riesce a far risultare i fatti ed i personaggi in modo buffo senza scadere nel grottesco. Il solo arlecchino risulta un po' fuori dal coro da questo punto di vista.

giovedì 15 novembre 2007

l'8x1000 ai valdesi



Ultimamente mi sono accorto che il taglio del Blog si è fatto un po' serioso e non vorrei trasparisse l'idea che io sia una persona intellettuale o peggio ancora seria. A tale ragione ho voluto riportare questo discorso alla nazione del Koba, tenutosi in occasione del suo compleanno durante la trasferta a milano per Genoa-Inter.
I contenuti sono velatamente anticlericali per cui se ne sconsiglia la visione a chi potrebbe risultare sensibile su tali tematiche. Chiaramente l'alcool trangugiato con avidità dall'intervistatore (io) e dall'intervistato (Koba) ha reso il dialogo raffinato e pungente al punto giusto.

lunedì 12 novembre 2007

bahamut (A.Rezza, F.Mastrella)


Ecco quando l'astratto si fa comunicazione, interesse e divertimento.
Mi sono giusto lamentato alcuni post fa dell'incapacità comunicativa di una certa arte contemporanea che più che essere astratta mi è parsa avulsa e lo spettacolo del buon Rezza viene a darmi manforte dimostrando che anche nella ricerca, nella sperimentazione e nell'astratto si può comunicare con la persona comune.
La scenografia dell'artista Mastrella è alquanto spartana e lineare: un cubo di tubi visto in prospettiva centrale con la faccia lontana più piccola e sollevata da terra a mo di finestrella ed un'asse di legno che congiunge la faccia lontana a quella vicina a guisa di scivolo. Appese all'intelaiatura alcune velature di tessuto che diventano parti animate quando il Rezza vi infila testa o altro.
Lo spettacolo, in atto unico, è costituito da un susseguirsi di scene a volte concatenate a volte no e non vi è una trama comune e solo alcuni elementi passano da una scena all'altra. Tutto è centrato sull'attore Rezza e sulle sue due micidiali armi comunicative il corpo e la voce.
Nel giro di pochi minuti sul volto dell'attore passano decine di personaggi mentre il corpo corre, salta, scivola, sbatte e spunta da tutte le parti.
I testi sono divertenti, evocativi e resi potenti da un lessico ed una dizione popolarissimi e spaziano dall'assurda ricerca di dio a Kranska Gora alla lotta sindacale in un negozio di sartoria.
Lo spettacolo poi finge di concludersi improvvisamente. Invece prosegue dopo gli applausi con Rezza che chiede al pubblico di fare domande sullo spettacolo e cerca di provocarlo con risposte sprezzanti e fingendo + volte di andarsene per poi riprendere il discorso.

Davvero una serata divertente, un divertimento puro perchè legato non solo al contenuto ma anche alla forma.

Qui il link al sito dei due artisti.



mercoledì 7 novembre 2007

i figli di Hurin (J.J.R.Tolkien)


Quando il mio buon Koba mi ha passato il libro ero un pelo diffidente, avevo già letto due versioni della storia di Turin, quella breve presente nel Silmarillion e quella leggermente più estesa compresa nei Racconti Perduti ed in entrambi i casi, sperduta nello splendore di altre gemme non mi aveva troppo impressionato.
Questa volta invece, proposta come romanzo, l'avventuta sfortunata di Turin figlio di Hurin conquista la sua giusta dimensione. La narrazione possiede l'incedere epico dei racconti mitologici (ed in questo perfettamente si innesta nel progetto Tolkeniano) i personaggi sono degli assoluti ed i fatti tragici ed ineluttabili. Si perchè questa storia è una tragedia nel vero senso della parola, e ricorda in toto l'impianto classico della tragedia greca (incluso l'influsso nefasto delle divinità sfidate).
A ciò si aggiunge il fascino dell'universo della terra di mezzo (allora detta Beleriand e molto diversa anche geograficamente) e dei suoi popoli umani, elfi e orchi.
Ogni capitolo della storia contiene un episodio completo, non ci sono particolari trame collaterali, l'azione è sempre sul protagonista Turin che sfugge la maledizione che Morgoth l'avversario ha fatto sui Hurin e la sua progenie.
Un'altra caratteristica di questo racconto è nell'enfasi che l'autore da al nome dei posti e dei personaggi, il protagonista ad esempio ogni volta che si trova in una nuova situazione assume un nome diverso per sfuggire la maledizione fino a divenire Turambar (padrone del destino).

Davvero un libro fantastico, adatto a tutti i lettori di fantasy ma da leggere senza l'idea di aspettarsi un altro signore degli anelli ne l'ansia di confrontarsi con un testo criptico come il Silmarillion

lunedì 5 novembre 2007

venezia..


Eccomi di ritorno da questo week-end veneziano. Strano a dirsi ma sono stato realmente fortunato: -bel tempo -alloggio ottimo e logisticamente perfetto -cibo ottimo -città bellissima.
Le uniche lamentele le posso rivolgere all'umidità della laguna che mi causava un costante dolore al ginocchio operato, ma si tratta proprio di cercare il pelo nell'uovo.
Cliccando quì potete dare un'occhiata ad una selezione delle foto sul mio account flicker.

biennale (per fortuna non c'è tutti gli anni)..


Quando durante il mio week-end veneziano ho saputo che in questo periodo si teneva la mostra biennale di arte contemporanea mi si sono illuminati gli occhi. "Cavoli" ho pensato, finalmente la possibilità di confrontarsi con qualcosa di realmente stimolante ed intellettuale.
Dunque mi sono riservato mezza giornata per visitare i giardini dove si trovano i padiglioni della biennale.

Cosa posso dire se non "bleah", sono rimasto realmente deluso. Ok è vero che l'arte contemporanea parla spesso un linguaggio non comprensibile facilmente ma è pur vero che dovrebbe poter comunicare con tutti almeno tramite l'emozione. Ed invece trascinandomi di padiglione in padiglione ho provato solo un senso di inutilità, di mancanza di modernità e di inadeguatezza del canale artistico a descrivere la realtà contemporanea.
Quante ridicole installazioni basate su tristi filmini looppati, quante croste prive di anima.

Dopo circa mezz'ora, affranto dalla delusione ho deciso che era molto più interessante osservare gli osservatori che l'osservato. Beh l'umanità che bazzica la biennale è molto stimolante e può essere divisa in quattro gruppi
  1. gli esperti: sono pochi ma riconoscibili dai pantaloni a quadri, dalle bretelle e dagli altri accessori che li rendono tutti piccoli Philippe Daverio. La cosa migliore è seguirli e facendo finta di niente origliare.
  2. gli entusiasti: sono quelli che se la biennale la fanno ogni due anni ed è così famosa allora la roba che c'è dentro deve essere fantastica. Si lanciano da un padiglione all'altro scambiandosi espressioni di stupore o si accalcano di fronte a tediosissime proiezioni di muri da cui escono muovendo la testa in segno di apprezzamento (ma intanto pensando ai 15 euro spesi)
  3. i divertiti: sono quelli che si aggirano ridacchiando e studiando con occhio critico tutto quello che vedono. Interagiscono a modo loro con gli spazi espositivi, si fanno fotografare accanto alle opere con totale mancanza di rispetto e si danno da fare per raccattare il massimo possibile di cartame esplicativo. Gente da villaggio turistico insomma.
  4. i noiati: quelli che sono li solo per fare piacere al moroso/a o perchè era compreso nel viaggio organizzato. Solitamente si danno appuntamento nei baretti e lì parlano del tempo (quello che stanno perdendo li) .

finalmente nel tempio del calcio in italia..


Dopo 12 anni di esilio il Genoa è tornato a S.Siro a giocare una partita ufficiale di campionato contro l'inter. Per una intera generazione (noi fra essi) è stata la prima volta.
E' stato strano ed emozionante entrare in quello stadio che da lontano, tutto illuminato, sembra una cattedrale di un culto alieno (cosa che in realtà è se si considera il calcio una fede).
Il nostro cuore è corso a questi 12 anni di purgatorio, a Genoa-Cosenza, a Salernitana-Genoa a Mantova-Genoa, alle gioie poche ed alle sofferenze bastarde, atroci e tante e, inutile negarlo, con l'emozione è arrivato il magone.
Per una volta è bastato esserci, grazie Genoa.

Per la cronaca: inter-genoa 4-1.

lunedì 29 ottobre 2007

Ratatouille


Sono andato a vadere Ratatouille, la nuova scintillante fatica Disney Pixar, con grandi aspettative, figlie del mio gradimento nei confronti delle precedenti prove Cars e gli Incredibili.
Il giudizio su questo lavoro può essere scisso in due parti plot e design.

- Plot:
La storia è davvero troppo assurda stavolta. Ok le macchine parlanti, ok i supereroi ma un topo cuoco che pilota un assistente di cucina semplicemente tirandogli dei ciuffi di capelli è sinceramente troppo pure per me. Per il resto il film scorre leggero senza ingenerare ne troppa suspence ne particolari momenti di ilarità generale. Gli spunti ci sarebbero ma gli sceneggiatori mi sono parsi un po' troppo attenti a non perdere la rotta di una storia di per se piuttosto incerta.
Oh, mi si intenda è godibilissimo ma si poteva fare di più.

- Design:
Ecco il vero motivo per andare a vedere questo film! Tecnicamente le animazioni sono da paura, gli scenari coloratissimi e curatissimi sono più belli del reale e la caratterizzazione dei personaggi è da urlo. Vedere muovere il critico culinario Ego all'interno della sua stanza studio a forma di bara vale il prezzo del biglietto.
Ecco sinceramente sono più divertenti i personaggi ed il loro modo di muoversi, atteggiarsi e le loro espressioni delle situazioni proposte dalla trama.
Se non ci scappa l'oscar è una indecenza stile e tecnica ci sono tutti.

Carino e divertente il corto introduttivo con due alieni alle prese con una lezione di guida del raggio traente.

martedì 23 ottobre 2007

dieci piccoli negretti (A.Christie)


Immagino vi starete chiedendo "che so' sti negretti?, non erano indiani??". Ebbene no. Il racconto si intitola, in modo molto poco politicamente correto, ten little niggers.
Questo libro è uno dei grandi classici del giallo e mostra come per scrivere una storia avvincente non siano necessari effetti speciali esagerati, spiritualismi o voodoo scientifici e neanche tonnellate di inseguimenti mozzafiatanti quando si dispone di una buona idea e la si sa sviluppare.
Dieci persone di diversa estrazione sociale vengono convocate con l'inganno su un'isola disabitata dove sorge una villa. I personaggi cominciano a morire uno dopo l'altro seguendo tragicamente le strofe di una filastrocca per bambini che racconta della morte di 10 negretti e dopo poco si fa strada in loro la consapevolezza che l'assassino si nasconde tra i superstiti.
Mano a mano che prosegue la decimazione ci si trova a sospettare ora di uno ora dell'altro, proprio come i protagonisti della storia.
Il finale poi è in sè semplice e geniale ed una volta giunti in fondo non si potrà non ripensare che effettivamente gli elementi per capirlo c'erano tutti (non si tratta dunque di uno di quei racconti fregatura dove alla fine l'autore cambia le carte in tavola e stravolge tutto).
Assolutamente da leggere tutto di un fiato!

a volte ritornano..


Che soddisfazione! Chi non ha mai praticato uno sport a livello agonistico non può capire cosa ho provato lo scorso sabato riuscendo a giocare dopo quasi due anni una partita di calcio in campionato.
Dopo l'operazione al crociato, i mesi di convalescenza e rieducazione e soprattutto dopo lo spavento di 20 giorni fa quando il ginocchio ha fatto stock! ma non si è rotto ho provato una forte emozione mentre scendevo in campo per fare quello che forse più mi piace: correre dietro ad un pallone.
Come sia poi andata la partita (1-1) e quale sia stato il mio rendimento (buono;)) è di poca importanza per una volta.

venerdì 19 ottobre 2007

le nozze di figaro (P.A. Beaumarchais)


Cosa c'è di meglio da vedere a teatro di una bella commedia in costume? Quando poi gli attori sono bravi e carismatici come Solenghi il godimento è ancora maggiore.
La scenografia presentata è un barocco minimale in cui lo spazio scenico è riempito con pochi oggetti (una poltrona, una vasca poi un letto) e ampio spazio è lasciato all'immagine dei personaggi. Questi sfoggiano abiti sontuosi ed ancora più sontuose parrucche, fra esse indimenticabile quella di Marcellina solcata da un vascello.
La storia è semplice e giocosa, Figaro sta per sposare la sua Susanna ma il conte che si è invaghito della giovine vuole impedire le nozze e cogliere per primo il frutto. Da queste premesse si dipana una trama piena di scherzi ed inganni e ricca di colpi di scena.
La recitazione è ottimale, giustamente forzata per dare un tocco di maggiore comicità ai personaggi ma senza arrivare ad eccessi grotteschi e caricaturali. Ottimo espediente quello di rendere in dialetto napoletano e siciliano il giardiniere ed il giudice.

martedì 16 ottobre 2007

i racconti di Canterbury (G.Chaucher)


Spinto da curiosità mi sono avvicinato, non senza un certo timore reverenziale a questo classico della letteratura inglese, paragonabile al Decamerone di Boccaccio.
Una trentina di pellegrini, tra cui anche lo scrittore che quindi è personaggio (corale e non protagonista) come Dante lo è nella Comedia, si radunano in una locanda prima di partire per andare a visitare le spoglie di S.Tommaso Moro conservate a Canterbury. L'oste della locanda si unisce ai viaggiatori e propone un gioco, tutti devono raccontato due racconti all'andata e due al ritorno, chi alla fine del viaggio avrà raccontato il miglior racconto avrà in premio una cena.
Il libro purtroppo è ampiamente incompleto e sono presenti solo una ventina di racconti sparsi in dieci frammenti. Le storie narrate sono di vario genere: episodi mitologi, ribalderie, racconti morali, noveri di vizi e virtù, lamentazioni e a guardare oltre la loro trama emerge l'ordito costituito dal mondo tardo medioevale che lentamente si affranca dal feudalesimo (ed i suoi tre stati, clero, plebe e nobiltà) con l'emergere della nuova classe sociale della borghesia.
La prosa di Chaucher è intessuta di ironia ed abbandona spesso l'iconografia medievale dove l'abito fa sempre il monaco, facendosi precursore di un gusto già più moderno.
La cosa che mi ha maggiormente colpito è la continua ricerca da parte di tutti i narratori di provare la veridicità dei propri ragionamenti sostenendoli con autorevoli citazioni di autori latini, greci e cristiani. A quei tempi la rivoluzione scientifica, che ha cambiato la storia del pensiero moderno, era ancora lontana dal manifestarsi ed il criterio per validare una opinione era ancora l'ipse dixit.
In definitiva l'opera è godibile seppure molto lontana come riferimenti culturali, fanno eccezione il racconto di Melibeo e la dissertazione finale sui peccati che risultano essere due tediosi trattati morali.

venerdì 5 ottobre 2007

adversum cicloamatores


Tra tutte le categorie di maleducati ed inappropriati urbani ce ne è una che mi sta particolarmente sulle palline, i ciclisti.
Personalmente adoro il ciclismo e se posso non mi perdo certo l'izoard, il tappone pirenaico, gli ultimi 20km della milano san remo o il mondiale. Ma i ciclisti in mezzo al traffico non li reggo proprio.
A parte che per andare in giro in bicicletta a Genova devi essere tra lo stronzo ed il masochista, gli allegri cicloamatori si aggirano per le strade (non per le piste ciclabili che non ne abbiamo proprio) in barba a tutti i principi del codice della strada: -senza casco, -senza luci, -senza frecce, -passando col rosso che staccare lo scarpino dal pedale è reato, - passando ora sulla strada ora sui marciapiedi ora sulle striscie e combinandone di ogni colore.
Quanto vorrei che ogni tanto un solerte vigile fermasse uno di questi 4-5 idioti e lo multasse severamente. Mi da troppo fastidio vederli sfrecciare in barba ad ogni legge urbana mentre magari io vengo multato per aver parcheggiato 50 cm fuori dall'area permessa.

Musei a Genova..


Genova negli ultimi 15 anni, diciamo a partire dalle colombiane del '92, ha provato a ridisegnare la sua immagine e ad accreditarsi come città turistica al pari delle altre principali città italiane. Essendo stata città ricca è fiorente, patria di condottieri e banchieri Genova è ricca di monumenti, palazzi (i rolli sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità) e testimonianze storiche e può a buon titolo ambire ad un ruolo di interesse e rilevanza turistica.
Lo scorso sabato, in concomitanza con la giornata del FAI ho deciso di andare a visitare palazzo Reale. Qui le prime sorprese: la visita al palazzo non è gratuita ed è possibile solo nella modalità "gruppo accompagnato da guida" per cui bisogna attendere un'ora e sperare che qualcuno dei prenotati non si presenti. La visita agli appartamente del duca degli abruzzi è si gratuita ma esaurita in prenotazione da almeno 10 giorni. Peccato che nessuno abbia pubblicizzato ne il fatto della visita accompagnata ad orario fisso ne la necessità di prenotazione per cui decine di persone arrivano, imprecano e se ne vanno nei pochi minuti in cui mi trattengo li. Ne oltretutto tali informazioni sono presente su un cartello o simile, per saperlo bisogna entrare in una stanza con porta a vetro chiusa, chiedere all'addetta e sopportare lo scazzo con cui ti risponde.
A questo punto ripiego sui musei di strada nuova (Rosso, Bianco, Tursi) che si propongono in bundle alla modica cifra di 5 euro. Premetto che le tre raccolte sono molto belle e valgono realmente la pena di essere visitate. Ciò che mi ha lasciato di sasso è l'assoluta disorganizzazione.
Decido di cominciare da Tursi poichè dei 3 è l'unico che non ho mai visto. I cartelli relativi alle esposizioni sono miseri e sperduti nella selva dei cartelli dei vari uffici (è la sede del sindaco tra le altre cose) e della sala matrimoniale. Anche qui bisogna chiedere (ad una vigilessa) per sapere da che parte andare. Arrivati all'ingresso delle sale museali l'addetta informa che "Tursi si deve visitare per ultimo dopo aver ricevuto i timbri di rosso e bianco".
E sia allora comincio dal rosso e me li faccio in infilata.
Come detto prima i contenuti sono favolosi, quello che mi ha deluso è la mancanza di cartellonistica comune, di indicazioni chiare sul percorso da seguire e sulle opere esposte e l'eccessiva presenza di addetti stralunati la cui unica occupazione è dire "si prosegue di qui" e fare parole incrociate.
Non ci siamo, non si può essere ancora così provinciali nell'interfaccia dei musei. Ma chi si occupa della comunicazione?

mercoledì 26 settembre 2007

fata Morgana..

Le mie più grandi felicitazioni ad al mio socio ed amico Andrea e a sua moglie Manuela per la nascita della figlia Morgana Aki. Ciao piccina, benvenuta fra noi tu ci porti un soffio di poesia.

martedì 25 settembre 2007

i Simpson (the movie)



Questo divertente film è in realtà un puntatone della serie più che un prodotto a sé stante. L'ironia pervade la pellicola che è ricchissima di citazioni e scenette divertenti. Molto gustosi ad esempio lo Swarzy presidente decisionista ed il simpatico spider pork (ma quante acconciature ha?).
La trama non si discosta di nulla dal classico clichè americano della catarsi (maledetti protestanti che sanno pensare solo mutazioni continue della stessa storia) e vede in successione Homer fare casini, Homer ostinarsi a fare ancora più casini facendo incazzare Marge, Homer realizzare di aver fatto casini ed infine Homer mettere fortunosamente fine ai casini.
Carina la trama laterale di Bart alle prese con problemi relativi all'immagine paterna, meno originale quella di Lisa eterna no-global.
Dal punto di vista tecnico il film risulta più fluido nelle animazioni e più definito nei dettagli. Oltre a ciò si fa ampio uso di tecniche di animazione miste 3D -2D (in parte già viste in futurama) che consentono una fotografia molto più dinamica e moderna rispetto alle visuali classiche della serie.
In sostanza vale la pena di vedere questo film e di godersi una serata di sano ed ironico divertimento.

lunedì 24 settembre 2007

In senso inverso (P.K. Dick)



Questo romanzo è ambientato in un mondo in cui il tempo (a causa di una non meglio dettagliata) fase Hobart ha iniziato ad andare all'indietro. Le persone risorgono dalle tombe, (il protagonista è appunto uno scavafosse-riesuma viventi), le sigarette si allungano ed il cibo si vomita bello e pronto da portare al supermarket. In questo scenario si muovono culti religiosi ed entità metafisiche come la biblioteca di pubblica attualità che si occupa di cancellare i libri dalla faccia della terra a mano a mano che il tempo regredisce (qui si strizza l'occhio ai roghi di fareneith 451).
Vi starete chiedendo come possa l'autore mantenere logica e coerenza nella sua storia con uno scenario del genere, in effetti Dick semplicemente se ne infischia della coerenza e della logica. Egli non è uno scrittore alla star trek interessato a rendere plausibili i fatti è semplicemente alla ricerca di situazioni folli e fantastiche nelle quali inserire le sue trame.
In questo libro come in altri di Dick oltre al fantastico si guarda anche all'uomo, mettendo in luce come lo spettro dei comportamenti umani sia bene o male sempre lo stesso a prescindere dal contesto in cui i protagonisti si muovono.
Personalmente ho apprezzato questo libro che si lascia leggere bene ed è snello e privo di fronzoli. Una lettura (come spesso per Dick) che consiglio a chi non sia troppo rigido nelle sue pretese di validità scientifica.

Cibo!!

martedì 18 settembre 2007

f.c. Valbrevenna


Da quest'anno i miei inestimabili servigi calcistici saranno a disposizione della compagine valligiana che milita in 3° (ed ultima possibile) categoria. Dopo una estenuante trattativa, infatti, non ho potuto dire no all'offerta e ho deciso di re-indossare gli scarpini.
La stagione è appena agli inizi ma credo che ci sarà da divertirsi (specie per gli avversari temo). Chi volesse dare un'occhiata ai nostri risultati può cliccare quì oppure cercare tra i miei links.

mercoledì 12 settembre 2007

i gatti di Carnea



Lo scorso week end sono stato a Carnea, frazione di Follo in provincia di Spezia per un paio di giorni di relax e cibo alla griglia. La casa era piuttosto isolata ma a farci compagnia ci hanno pensato alcuni gatti semi-randagi (direi gatti di paese) che circolavano tranquillamente nei dintorni.
Una gatta in particolare sembrava volermi adottare e mi ha seguito per un giorno intero anche nelle passeggiate nei boschi.

Si lo so che non è un gran post, è che in realtà volevo provare a caricare un filmato e non avevo molto di meglio tra le mani.

lunedì 10 settembre 2007

Bacci Pagano una storia da caruggi (B.Morchio)


Non sono un grande amante dei libri gialli e neri, tuttavia vista l'ambientazione Zeneize mi sono dedicato alla lettura di questo libro con buona voglia.
Se da un lato la storia in sè non brilla per fantasia ed è condita con molti dei clichè politici e sociologici dall'altro i personaggi riescono ad essere molto gustosi, forse avvantaggiati dal fatto di muoversi su uno sfondo ben noto al lettore.
Genova è un po' la vera protagonista del libro, descritta sempre come languida e battuta dal vento non è solo lo scenario della storia ma la strada che la conduce al suo epilogo. In alcuni passaggi pare evidente il tentativo dello scrittore di schiacciare l'occhiolino alla benevolenza del lettore dando ampio risalto alla città (si tratta di un libro venduto in una collana di gialli di ambientazione genovese) anche quando la trama non lo richiede espressamente.
Alla fine la lettura si rivela godibile e lascia un po' di amaro in bocca per il finale, se mi consentite.

giovedì 30 agosto 2007

il libro dei teschi (R.Silverberg)


La ricerca dell'immortalità (e dell'eterna giovinezza) sin dagli albori della civiltà ha affascinato l'uomo che su di essa ha costruito numerosi miti, leggende e storie. Il libro di Silverberg si inserisce nel filone e traspone questa ricerca in una road story i cui protagonisti sono 4 giovani studenti ai primi anni di università.
La storia è narrata sotto forma di diario mentale in prima persona dai quattro protagonisti (un ebreo studente di filologia, un aristocratico wasp, un contadinotto determinatissimo che va avanti a borse di studio ed un lascivo omosessuale) che si alternano nel raccontare le vicende.
L'espediente in sè è molto interessante anche se a mio avviso il punto debole è, che se da un lato la prospettiva dei quattro personaggi sul viaggio è differente, dall'altro lo stile narrativo e l'erudizione di fondo non si discostano affatto rendendo così meno godibile l'effetto. Insomma non siamo al livello dei racconti dei pellegrini diretti alle tombe del tempo di Simmons e nemmeno a quello dei differenti Charlie Gordon di Keyes.
Il libro cerca di indagare nell'animo di questi giovani (un po' stereotipati) mentre essi compiono il loro viaggio iniziatico mostrandoceli come carosello di umanità varia e variamente complicata.
Per quello che ho inteso, sembra che Silverberg trovi nel sesso (e non nell'amore) il vero motore del mondo, la sola forza che fa muovere le cose ed infatti il libro è pieno di scene di sesso praticato e raccontato. Secondo questa tesi è l'alienazione dal mondo delle pulsioni alla fine la strada per la vita eterna.

lunedì 27 agosto 2007

sicko

Sebbene non ne avessi molta voglia ho assistito alla proiezione di questo film/documentario sulla gestione dell'assistenza sanitaria negli stati uniti d'america.
La prima parte tutta incentrata sul modo di comportarsi delle compagnie di assicurazione sanitaria americana non mi ha appassionato molto visto che si tratta di una tematica molto lontana da noi (per fortuna forse). La seconda parte invece dedicata all'analisi dei sistemi pubblici francese, inglese e cubano è invece più divertente. In particolare si gioca molto sull'ansia americana nei confronti dei servizi pubblici visti come primo passo verso il male assoluto cioè il socialismo.
In realtà come viene mostrato i servizi pubblici/federali in america esistono e funzionano al di fuori dell'assistenza sanitaria.
Certo il tutto è nettamente fazioso in quanto si prende il sistema A e si mettono in luce solo i suoi difetti mettendolo poi a confronto col sistema B di cui si mettono in luce solo i pregi.
Ciò non toglie che il metodo americano delle assicurazioni sia un metodo classista in quanto non c'è nessuna garanzia per i cittadini di accedere ad una assicurazione.

giovedì 23 agosto 2007

macchine virtuali e recovery..


Recentemente una macchina piuttosto nuova che usiamo come server per sviluppare le nostre applicazioni client-server (insomma una macchina usata come ambiente di test e pre-produzione) ha deciso di morire per motivi assurdi ed incomprensibili.
Proprio questo fatto però ci ha permesso di provare dal vivo uno dei grandi vantaggi dell'utilizzo delle macchine virtuali, il recovery dei sistemi virtualizzati.
Infatti se la macchina in questione fosse stata utilizzata direttamente come ambiente di test e quindi provvista di databases, web application servers ed altre amenità, la sua dipartita ci avrebbe costretto ad ore di lavoro per ricreare un ambiente dotato delle stesse caratteristiche.
Invece è bastato tirare via l'hard disk, montarlo su un'altra macchina e copiare i file delle varie macchine virtuali.
Insomma in mezz'ora avevamo di nuovo disponibili tutte le nostre macchine virtuali di test. Questo si che è stato un vantaggio!

elite beat agents (una droga)

Maledizione al mio amico Gigi per avermi fatto pervenire fra le mani questo gioco. Diavolo mai avrei pensato che colpire dei circolini numerati a ritmo di musica fosse così dannatamente coinvolgente.
Ormai sono nel turbine, sarà per le canzoni quasi tutte rock e note o per il livello di difficoltà perfettamente calibrato ma è il classico gioco dove una partita tira l'altra e non si finisce mai.
Ieri pomeriggio ho giocato, ieri sera ho giocato, stamattina dopo colazione e prima di andare in ufficio non ho saputo dire di no ad una rapida partita.

Maledetto livello "Jumpin' Jack Flash" riuscirò ad avere la meglio su di te!!!!!

ragazze irlandesi


Le ragazze irlandesi si distinguono in due categorie abbondantemente sovrapposte:
  • le grassone
  • quelle coi capelli di colori assurdi (in genere tinti)
Devo riconoscere che questo viaggio in Irlanda mi ha portato a rivalutare le ragazze italiane. Non solo secondo un criterio estetico, infatti per vedere una ragazza discretamente carina ho dovuto girare 4-5 giorni (cmq a Dublino sono un pelo + curate che nel resto del paese), ma anche dal punto di vista della femminilità.
Li capita spesso di vedere avanzare gruppi di balenottere biancolatte, strette in abitini succinti quanto improbabili e puzzolenti di alcool che di femminile hanno (penso) solo la F sulla carta d'identità.

lunedì 20 agosto 2007

foto Irlanda


Ecco fatto, dopo varie peripezie dovute all'account gratuito e limitato di flickr, sono online le foto del recente viaggio in irlanda.
Per vederle cliccate qui.

mercoledì 15 agosto 2007

è in una notte d'irlanda che ti ho conosciuta...

Eccomi dunque di ritorno dalle vacanze in Irlanda. Nei prossimi giorni pubblicherò parte delle foto sul mio account Flickr e fornirò dettagli maggiori (a chi interessassero). Per ora mi limito a dire che sono rimasto parzialmente deluso da quello che ho visto.
Visto il mio mood pensavo che sarei entrato in sintonia con quelle lande verdi e solitarie ed invece ho dovuto fare i conti con la mia parte solare e latina (che non pensavo di avere).
Davvero le atmosfere di quel paese (soprattutto a nord) sono troppo desolate e solitarie per me.
E' strano doverlo dire perchè avevo sempre pensato che il massimo per me sarebbe stato passeggiare su una spiaggetta irlandese davanti all'oceano in un giorno di pioggerellina. Beh allo stato dei fatto ho scoperto che non è così.

Slainte

harry potter e l'ordine della Fenice

Ho visto tutti i film di Harry Potter anche se non ho mai letto un libro della saga. Non so cosa mi abbia trattenuto dal farlo ma c'è qualcosa nell'opera (per altro benissimo costruita) della Rowling che non mi convince a pieno.
Questo film, come altri della serie risulta un po' confuso perchè volendo citare il più possibile il libro tende ad inserire troppi personaggi (spesso marginali alla storia) per poi fargli recitare parti brevissime. Questo tempo perso si sarebbe potuto impiegare meglio per illuminare la storia principale che è comunque più lineare che in altri episodi.
L'opera è comunque godibile e la fotografia e gli effetti sono ineccepibili e dotati di uno stile che non cerca necessariamente lo strabiliante (il che è un bene perchè date le premesse dell'ambientazione ci vorrebbe davvero poco a rendere il tutto troppo kitch).
Una cosa che non mi è piaciuta è questo aspetto un po' troppo sicuro di sé del protagonista, in linea forse più con l'età degli attori che con quella presunta dei protagonisti.

fiori per Algernon (D. Keyes)

Se qualcuno pensa che la fantascienza sia solo robot e guerre spaziali e quindi si configuri come un genere letterario di basso respiro dovrebbe leggere questo libro. In realtà dovrebbero farlo tutti, poichè si tratta di un bellissimo libro che parla della natura umana con una delicatezza ed una poesia unica.

La narrazione è sotto forma di diario, il diario di Charlie Gordon. Charlie all'inizio delle vicende è un ritardato mentale che vive nel suo mondo di sentimenti e sensazioni fanciullesche. Poi in seguito ad un intervento chirurgico il suo QI viene spinto dall'estremo basso della scala a quello alto. Le pagine ci raccontano come l'emergere progressivo della consapevolezza rubi a charlie la pace interiore che aveva raggiunto e come la sua crescita intellettiva non possa andare e non vada di pari passo con quella emotiva. Quando poi la sua intelligenza sorpassa quella dei professori che lo hanno in cura ecco emergere tratti di superbia ed incomunicabilità con le persone.
L'unico essere con cui Charlie sente legato da un sentimento di comunanza è Algernon un topolino di laboratorio che ha subito il suo stesso intervento. Quando però Algernon comincia a dare segni di squilibrio Charlie capisce che il tempo concesso alla sua intelligenza è limitato e che il suo viaggio alla ricerca del proprio IO sta per finire.

Sinceramente, se volete farvi un piacere e se volete sapere di più sulla natura dei sentimenti umani, leggete questo libro.

le paludi di Hesperia (V.M. Manfredi)

La mitologia greca è da sempre uno di quegli argomenti che suscita in me interesse incondizionato. Passerei giorni a guardare documentari sulla grecia antica o davanti a film in costume di dubbio livello. Se aggiungiamo a questo il fatto che ho già apprezzato Manfredi in altre sue produzioni si capisce come non potevo tenermi lontano da questo libro.
La trama racconta quello che successe ai re achei dopo la vittoria di troia, in particolare i fatti si incentrano sull'argolide Diomede ed in minore parte su Menelao. Le vicende cercano di mettere in luce come mai dopo la vittoria in asia minore la società minoica vada incontro ad un declino piuttosto che ad una fioritura, il tutto naturalmente in modo romanzato e mitologico.
Il libro è abbastanza interessante e scorrevole, anche se alcune parti danno un po' l'impressione di essere un riempitivo per allungare l'attesa della risoluzione dei problemi aperti, mentre alcune sorprese sono introdotte in modo troppo perentario ed improvviso senza che nessun segnale sia stato disseminato in precedenza. Personalmente continuo a pensare che Manfredi si esprima meglio in romanzi storici, come questo o come "il tiranno" piuttosto che in quelli gialli a sfondo storico che trovo invece un po' ripetitivi e scontati.
Consigliato a chi vuole sapere cosa successe dopo l'iliade.

lunedì 30 luglio 2007

lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (R. L. Stevenson)


Ogni tanto è il caso di concedersi un classico, questo pensavo quando ho acquistato questo libro.
Solitamente il mio approccio ai classici è più quello del curioso che dell'interessato per cui sono sempre un po' prevenuto temendo un invecchiamento del contenuto tale da svigorirne l'interesse.
Mai come in questo caso mi sono dovuto ricredere, l'autore mi ha rapito con sè, nelle atmosfere nebbiose di londra sin dalle prime pagine.
La trama del libro è dipanata secondo uno scorrere lineare ma non scontato e la successione delle vedute è molto ben strutturata e coinvolgente. Mentre ci si avvicina al cuore della storia anche il punto di vista si avvicina a quello dei personaggi maggiormente coinvolti.
La storia è arcinota anche se devo dire che, come sempre accade in questi casi, quello che si sa o si ricorda si distacca invero un po' da quello che è nel libro.
Oltre al piano narrativo questo racconto (breve e scorrevole) può e deve essere meditato sul piano psicologico perchè ci porta a riflettere sulla dualità umana non tanto e non solo fra bene e male ma anche fra impulso e ragione.
Davvero lo consiglio.

bar sport (Stefano Benni)

Con questo libro Benni ci permette di fare un tuffo nell'italia provincialotta di tre decenni fa, quella delle gite in pullman, delle serate a giocare a tresette al bar, dei primi flipper e delle afose estati senza aria condizionata.
Non c'è una storia vera e propria ma piuttosto una raccolta di ironici episodi e prototipi umani che hanno come punto di riferimento centrale il bar Sport. La mancanza di una trama a cui attenersi scrupolosamente libera i freni alla fantasia dell'autore che in alcuni punti si supera, specialmente nelle sue numerose enumerazioni (i gatti da bar, le attrazioni da bar, i tipi di ciclisti ecc..).
Mi permetto di consigliare questo libro a quanti sono disposti a passare un paio di pomeriggi estivi sorridendo di quello che siamo stati e siano capaci di concedere un po' di spazio alla malinconia di quell'italia più ingenua ma anche più umana (che io da bambino ho solo sfiorato).


venerdì 27 luglio 2007

simpson trini

Non senza una certa ironia vi propongo questa mia autocaricatura realizzata grazie ad uno dei tanti simpson maker che si trovano in rete. Da notarsi il baffo spellacchiato che solo i veri intenditori capiranno.

mercoledì 25 luglio 2007

buona apocalisse a tutti (T. Pratchett, N. Gainman)


Due grandi dell'ironia e del non-sense britannico portano il lettore a spasso per un mondo dove l'assurdo diventa reale senza troppi problemi. Si tratta di una avventura corale, a cui tutti i personaggi concorrono in modo vario e bislacco fino al compimento dell'ineffabile piano.
La storia inizia a pochi giorni dall'armageddon e vede un angelo ed un diavolo allearsi per allontanare l'apocalisse e preservare l'umanità ancora per qualche tempo. Ma ingannare l'ineffabile non è facile e le due burocrazie, celeste e luciferina muovono i loro ingranaggi verso la battaglia finale. Oltre a ciò a causa dell'errore di una suora satanista le due compagini ultra-terrene hanno perso di vista l'anticristo che è cresciuto isolato dalle influenze di bene e male. In tutto questo i quattro motociclisti dell'apocalisse si ritrovano e si dirigono verso il luogo ove risiede l'anticristo.
La cosa divertente è che tutto quello che succede, è successo o sta per succedere è già stato scritto da una strega nelle proprie profezie, profezie grazie alle quali tutta una schiatta di discendenti professionisti è riuscita a campare più che dignitosamente senza troppo faticare. Purtroppo il libro è più sfuggente di una anguilla e passa di mano in mano fino alla fine quando l'inevitabile piano dell'ineffabile si compie.

Citazione di merito per l'insopportabile Metatron (portavoce di Dio).

lunedì 16 luglio 2007

transformers non poi sta vaccata

Sinceramente mi aspettavo ben di peggio da questo film. Voglio dire una razza di bio-robot extraterrestri che si trasformano in automobili e viceversa è sicuramente una delle più grandi cavolate mai pensate da mente umana.
Tuttavia il film è ben girato, gli effetti speciali sono soddisfacenti anche se talune scene sono un po' troppo mosse per poter individuare con esattezza le animazioni (il che immagino abbia aiutato i grafici un po') e soprattutto scorre abbastanza fluido (merito di una trama semplice e proprio per questo divertente).
Tra le note positive l'aver relegato i combattimenti tra autobot e desecticon nell'ultima mezz'ora evitando di trasformare il film in una sconclusionata sequenza di scene d'azione. Certo alcune cadute di stile ci sono (tipo gli enormi robottoni che si nascondono per non farsi vedere dal padre del protagonista) ma da un film USA non si può pretendere troppo sotto questo punto di vista.
In definitiva direi che il film è godibile a patto di accettare la premessa iniziale (ossia l'esistenza di questi assurdi transformers).

venerdì 13 luglio 2007

cani e padroni di cani..

Da qualche tempo la mattina quando esco di casa per andare in ufficio trovo una bella pisciata sulla ruota posteriore del mio scooter. Questa cosa mi da un fastidio notevole.
Capisco i poveri cani che possono avere piacere ad orinare dove più gli viene comodo, ma i padroni questa bella abitudine non potrebbero fargliela perdere?
Meno male che sono uso parcheggiare con il retro dello scooter verso il marciapiede altrimenti spesso mi sarei dovuto insozzare le mani per togliere il bloster.
Comunque questa cosa qui è un'altro esempio di inciviltà genovese e italiana. Cosa costa fare pisciare i cani contro un albero 50 metri più in su?
Vorrei vedere sta gente come reagirebbe se la mattina aprendo la porta di casa si trovassero la mia pisciata sullo zerbino.

giovedì 12 luglio 2007

tiscaleide reprise...


Che ci crediate o no, ancora oggi a metà luglio la mia ADSL risulta essere morta e nessun intervento è stato effettuato. Oltre tutto quelli di tiscali sembrano prendersi beffe di me.
Infatti alcuni giorni fa il primo tizio con cui avevo parlato al customer care (sul numero Tiscali di assistenza vergognosamente a pagamento visti i risultati) mi ha ricontattato chiedendo scusa per il fatto che in un mese niente era stato fatto e pregandomi di indicare un'altra fascia di disponibilità certo che l'intervento sarebbe stato effettuato in capo a uno o due giorni.
Io ho ribadito che la disponibilità da parte mia era su qualunque fascia oraria a patto che mi si avvisasse per tempo.
Ebbene un'altra settimana è trascorsa e nessuno mi ha chiamato o è venuto ad effettuare l'intervento. Cosa si può pensare di una azienda come Tiscali?

giovedì 5 luglio 2007

Cena sociale alla tagliola



Ieri sera la cena di fine anno dei tacchini capovolti è andata in scena presso il locale "la tagliola" a san colombano nelle alture sopra Carasco.
La serata è stata come sempre piacevole, complice l'overdose di cibo e vin bun e i commensali hanno dato prova delle loro virtù dialettiche a più riprese. Il tutto è stato allietato da alcune chicche come le foto alle pareti del locale (per altro ornato di rossoblu in ogni angolo), la presenza di una testa di maiale comparsa e poi subito sparita e un'orchestra/karaoke locale che dopo alcuni classici italiani di dubbio gusto si è esibita (con noi a dare man forte) in un mix di canzoni genovesi.

Barba Baratta.