lunedì 31 marzo 2008

socialista...

Secondo repubblica:


Secondo openpolis:

Direi che sono tutti e due concordi ed abbastanza attendibili.

venerdì 28 marzo 2008

polvere alla polvere (Farquhar )


Mick è morto cadendo dalle scale, probabilmente ubriaco fradicio. Da questo avvenimento prendono avvio i monologhi intercalati dei tre personaggi accumunati fra loro dalla conoscienza del defunto (due suoi amici e l'ex moglie).
I tre personaggi sono treperdenti, del tutto alienati dal mondo che scorre loro accanto e privi di veri rapporti di amicizia di amore o altro.
Henry è un bevitore incallito, Kev è un ometto sfigato e solitario e Holly è una donna senza particolare arte ne parte. La storia racconta i giorni successivi alla morte di Mick, i preparativi per il suo funerale, la pulizia della sua casa, insomma fatti poco significativi ma al di sopra di essa si muove l'evoluzione dei tre personaggi che tornano a farsi umani sperimentando un rapporto di vicinanza forzato dagli eventi. Il tutto raggiunge il suo climax con la decisione di andare a disperdere le ceneri di Mick all'estremo nord della scozia e con il conseguente viaggio.
Che dire, teatro minimale ma molto coinvolgente. Personalmente ho apprezzato molto sia lo script che l'abilità degli attori. Sulla scenografia niente di particolare da dire visto che si è limitata a un fondale bianco su cui varie lampade creavano le zone di azione per i personaggi.

mercoledì 26 marzo 2008

Mini stangata..


Da qualche tempo mi sto interrogando su questo sensazionalismo che si fa sempre più strada all'interno dei mezzi di comunicazione. Evidentemente si pensa che il pubblico stordito dall'orgia di informazioni (tv, radio, giornali, blog, portali, giornali free) sia in una qualche misura anestetizzato e servano parole forti per destare attenzione.
Da questo ritengo nascano certi insensati sensazionalismi per cui l'aumento di 5 centesimi di qualcosa deve necessariamente essere presentato come una stangata, magari mini (ma ha letteralmente senso una mini stangata?). Si deve quindi sempre ricorrere al superlativo, magari mitigato in modo ridicolo.
Un altro ambito drogato è quello della meteorologia, ogni volta che nevica o piove ci viene detto qualcosa sul genere: "Pioggia record! Erano ben 7 anni che il 23 di marzo non pioveva così tanto." come se il concetto "E' piovuto abbondantemente" non fosse sufficiente.
Per lo stesso meccanismo tutti gli investimenti sono frutto di "pirati della strada" (che poi non penso vadano all'arembaggio dei pedoni) e tutti gli assassini sono mostri prima ancora che siano condannati.
Non so, sembra quasi che l'informazione voglia rendere i concetti più semplici e netti quasi che l'odiens non sia sufficientemente matura per apprezzare sfumature e profondità (ed in definitiva sforzarsi di pensare)
Mi chiedo fin dove possa essere spinto questo meccanismo e quanto questo sostituire baccano alla sostanza dell'inchiesta giornalistica giovi all'immagine ed alla qualità dell'informazione.

martedì 25 marzo 2008

27 volte in bianco...


Lo scorso fine settimana, dopo un lungo periodo di assenza, mi ha visto tornare al cinema. Per altro ormai la visione di un film ha raggiunto dei costi mica da ridere che 7,50 € non sono pochi.
Nonostante non mi aspettassi un granchè da questo film alla fine mi sono dovuto ricredere. Si i personaggi sono un po' tutti troppo belli e perfetti (la protagonista è adorabile all'inverosimile) e la storia è abbastanza campata in aria ma dopo tutto è cinema d'evasione e non un documentario.
Ciò che ho apprezzato è la freschezza dello script e l'accento posto sulla liberazione dai vincoli autoimposti che permette alla protagonista di raggiungere un livello di soddisfazione ed autostima maggiore senza dover necessariamente trasformarsi in qualcosa di differente.
In definitiva un film positivo dove tutti sono alla fine contenti per qualche motivo ma anche dotato di humor e di un buon ritmo.

martedì 18 marzo 2008

Erec e Enide (Cretien de Troyes)..


Un giorno mentre la corte di Artù è impegnata in una battuta di caccia il bel cavaliere Erec è di scorta alla regina Ginevra. Appare un cavaliere accompagnato da una dama e da un nano che offendono la regina e feriscono Erec in modo poco rispettoso.
Erec si pone al loro inseguimento per vendicare l'onta. Viene ospitato da un povero ma gentile vassallo che ha una figlia bellissima, Enide. Il giovane Erec sfida e vince il cavaliere irrispettoso e prende Enide per sposa.
Rientrato nei suoi possedimenti si dedica interamente all'amica e viene meno al suo valore rifiutando di intraprendere altre imprese. Enide soffre del fatto che il suo bell'amico sia svilito nell'onore per colpa dell'amore che prova per lei e gli confessa quanto la gente dice.
Erec a questo punto dubita non solo del suo onore ma anche del fatto che la dolce Enide possa amare un vile edecide di intraprendere una avventura con al seguito la sola moglie per mettere alla prova il suo coraggio e l'amore di lei.
La storia si conclude ovviamente in modo molto positivo ed Erec riconquista il suo onore.
Ciò che colpisce ancora una volta è come al centro della storia sia la virtù delle persone, l'onore e la cavalleria intesa come modo di comportarsi. La narrazione è serrata e priva di spunti di riflessione interiore come se chi la racconta fosse più cronista che romanziere. Rispetto al Parceval il romanzo ha una struttura più chiara e risulta alla fine delle cose anche abbastanza godibile seppure distante anni luce dalla mentalità moderna.

lunedì 17 marzo 2008

la guerra dei Roses (Warren Adler)



Eccoci di nuovo al ricorrente confronto tra teatro e cinema alle prese con la stessa opera. La guerra dei Roses gode infatti di una trasposizione cinematografica di grande successo con la quale tutti quelli che si cimentino in una rappresentazione teatrale devono confrontarsi.
Questa versione parte dalla fine e ci propone i due protagonisti già morti e giunti al cospetto del Signore cui raccontano la loro storia. La fase a monologhli contrapposti (per fortuna lasciatemi dire) dura poco e lascia presto il posto alla narrazione della storia attraverso una successione di flashback.
Il grottesco della storia e dei personaggi viene fuori limpidamente (come è naturale) e a poco serve l'attualizzazione dei testi (praticata soprattutto tramite l'uso di volgarità).
La recitazione è in genere buona e raggiunge il suo apice nei personaggi di secondo piano (i due avvocati) che non risentono del citato tentativo di riduzione del grottesco.
A scandire i tempi della storia lo scampanellare del lampadario che si fa via via più insistente sino a giungere all'atto conclusivo della morte dei due protagonisti coinvolti nel crollo dello stesso.
La scenografia è semplice ma efficace e divide lo spazio in due zone, una più lontana in cui è inserito lo sfondo della casa ed uno più vicino ai cui estremi due piattaforme girevoli consentono di mostrare o due mobili o due porte. Calando un sipario scuro semitrasparente tra le due zone e facendo ruotare le due piattaforme si crea un secondo ambiente più piccolo rappresentante lo studio degli avvocati dei due protagonisti.
Lo spettacolo appare un po' ingessato all'inizio per poi via via salire di tono e godibilità.

De Gregori (al Carlo Felice)


Prima di tutto mi va di spendere due parole sul teatro Carlo Felice di Genova da cui mancavo da almeno 6-7 anni. Sempre troppo troppo bello. Peccato solo che non se la passi in buone acque visto che uno spettacolo su due viene rinviato per sciopero.
Veniamo ora al concerto. Come per altri cantautori storici non ci si rende conto di quante canzoni si conoscono fino a che non li si va a sentire a concerto. De Gregori poi è sulla breccia da anni innumerevoli ed ha all'attivo alcune canzoni veramente notevoli.
Il concerto è piacevole, anche se un po' moscio (forse anche a causa dell'arrangiamento un po' troppo swing della sezione ritmica) ed il pubblico tiene un comportamento più da teatro che da concerto (forse anche giustamente). De Gregori poi oltre a cantare e suonare la chitarra e l'armonica a bocca fa poco altro, si muove poco e non parla quasi col pubblico.
Ciò che mi ha allibito è l'intervallo a metà concerto. Capisco l'età del cantante ed il fatto che ci si trovava in teatro ma così si è finito per spezzare l'incanto che si era costruito.
Alla fine i classici bis ed una chiusura abbastanza scontata con una rivoluzionatissima "buonanotte fiorellino".
In definitiva esperienza piacevole che mi ha fatto in parte riscoprire l'autore ed alcuni testi su cui non mi ero sufficientemente soffermato.

venerdì 14 marzo 2008

Fisco De Gregori..


Quanto si può essere babbi quando si è ragazzetti? Tanto, io poi brillavo proprio!
In prima liceo avevo un compagno di classe di un anno più grande fissato con De Gregori. Aveva sempre con se due o tre cd del cantautore che ascoltava durante la ricreazione.
Oltre a ciò era uno dei pochi ragazzi al mondo ad avere una bella calligrafia (invero un po' femminile) per cui io che ero abituato alle mie zampe di gallina facevo un po' fatica a disctricarmi tra i suoi glifi arrotondati.
Una volta presi in mano uno di questi cd e erroneamente presi la scritta "F.sco" per "Fisco". Ovviamente una persona un minimo sveglia si sarebbe ripresa dall'abbaglio, io invece iniziai a pensare che Fisco fosse una abbreviazione o un nomignolo affibbiato al cantante dai suoi fan.
Realizzai l'errore solo parecchi anni dopo. Sigh.
Beh stasera per la legge del contrappasso andrò a vedere De Gregori a teatro, speriamo che il buon vecchio Fisco non tradisca le aspettative.

mercoledì 5 marzo 2008

matrimonio Francesca - Alfredo + Corso (Bologna)..


Sabato scorso si è svolto il matrimonio di Francesca (la migliore amica della mia fidanzata Ambra) con Alfredo. La cerimonia tenutasi nella sala rossa del Comune di Bologna è stata molto carina, realmente impreziosita dal discorso dell'assessora Simona che non solo ha celebrato il matrimonio ma che è anche in parte responsabile dello stesso avendo fatto conoscere i due sposi.

I due novelli sposi sono in procinto di emigrare verso le campagne della perfida albione, più precisamente a Derby dove tra montoni e birra calda situeranno il loro domicilio. Da parte mia i migliori auguri ad entrambi ed un bacio a Corso (il loro figlioletto).

Per tutti quanti volessero dare un'occhiata qui sono linkate un po' di foto della cerimonia e del rinfresco successivo.

lunedì 3 marzo 2008

Attentato alla corte d'Inghilterra (T.Clancy)



Non sono un grande amante ne dei libri d'avventura alla Cussler ne dei polizieschi. Ciò nonostante sono stato attratto alla lettura di questo libro dalla fama che l'autore gode specialmente in ambito videoludico.
La storia racconta di un ex marine che sventando un attentato alle altezze reali britanniche da parte di un ramo deviato della PIRA diventa a sua volta bersaglio di successive azioni del gruppo dei terroristi. La trama è ricca di episodi, spesso anche fini a se stessi (riempitivi che servono a spezzare il ritmo delle fasi più concitate) e si muove dall'inghilterra agli USA per concludersi con l'ovvio lieto fine.
Si tratta di un'opera di puro intrattenimento, senza particolari interessi politici o sociali, tutto è funzionale alla narrazione anche le evidenti forzature nel rappresentare le modalità operative di polizia, FBI e CIA.
Se da un lato la lettura è stata semplice, piacevole ed anche abbastanza ricca di colpi inaspettati non posso non muovere all'autore almeno un paio di critiche:
-L'opera risulta troppo prolissa con alcuni episodi troppo fini a se stessi
-Il protagonista, bravo marito, ottimo padre, insegnante illuminato, investigatore raffinato, forte atleta, uomo spiritoso e decisionista incarna in maniera fastidiosa il clichè dell'eroe americano senza difetti. Il che non può non renderlo vagamente antipatico.