venerdì 31 luglio 2009

addio alle armi (E. Hemingway)..


Profilo narrativo basso, incentrato sul rapporto di appartenenza reciproca di due persone, per una storia ricca di episodi significativi ma lasciati in sottofondo. Addio alle armi ci mostra come in una semplice ma straordinaria vita qualsiasi ci sia sempre posto per l'amore. L'altra faccia di questa medaglia è la guerra che è solo un tritacarne umano che finisce per ferire tutti quelli che vi partecipano in modo ineluttabile.
Personalmente se da un lato non ho amato lo stile di questo racconto, troppi dialoghi privi di mordente in cui lui e lei non fanno altro che ripetere allo sfinimento le stesse frasi ("sono brava" -"si lo sei" -"si lo so" - "si lo so che lo sai è solo che devo dirlo" - "si lo so che devi dirlo"..) dall'altro non posso riconoscere all'autore una lettura differente ed assolutamente non convenzionale delle amarezze della guerra.

digital delivery e taboo del costo 0..


Da poco + di un mese vivo in simbiosi con un iPhone 3GS. Al di là della indubbia bellezza e versatilità del device, la cosa che mi ha maggiormente colpito è l'apple store.
La possibilità in ogni momento di cercare un widget e scaricarlo con una procedura semplice e veloce è veramente una grossa cosa.
Non è una cosa del tutto nuova nemmeno per me visto che negli scorsi mesi ho scaricato qualche gioco su wii dal canale wiiware ma il sistema apple è molto + integrato organizzato veloce e carico di applicazioni.
E' indubbio che il digital web delivery si sta imponendo a grandi falcate col suo modello broadcast verticale rispetto ai tradizionali canali. E' un indubbio passo avanti in comodità e flessibilità.
Certo questo modello si porta dietro dei dubbi e delle problematicità:
  • -I repository rendono facile il rilascio di troppi prodotti di bassa qualità. Inoltre non è facile limitare l'effetto parmesan in stile fakebook.
  • -La presenza di prodotti a costo zero da un lato spinge tutti quelli che pubblicano a fare prezzi bassi ma dall'altra crea nell'utente l'idea "ma non c'è una applicazione simile gratis"? finendo per non privilegiare la qualità. A tutt'oggi a fronte di una 30ina di widget scaricati non uno di essi era a pagamento.
  • -Terzo punto oscuro è la visibilità dei prodotti ed la loro catalogazione che così com'è non garantisce granchè il ritorno di investimenti consistenti.
Cmq è incredibile vedere come la tecnologia diventi sempre + ubiqua e pervasiva senza che ce ne rendiamo neanche conto.

martedì 28 luglio 2009

ho finito bubble bobble...


Ieri sera grazie all'aiuto di un amico ed al credito illimitato che la versione arcade per wiiware mette a disposizione sono finalmente riuscito a terminare il gioco arcade della mia infanzia.
All'epoca infatti non ero riuscito ad andare oltre il 70° livello della versione c-64.
Mentre giocavo ho ancora una volta apprezzato la meccanica di gioco geniale e perfetta nella sua calibrazione, con 4-5 semplici regole/azioni e 7/8 tipologie di nemici si possono proporre una infinità di sfide differenti per approccio risolutivo.
Quello che mi ha lasciato perplesso (all'epoca non vi avevo posto attenzione) è il level desing assolutamente non uniforme. A livelli semplici si alternano in modo pressochè casuale altri semplicissimi. Ogni tanto alcuni livelli invece risultano essere a dir poco impossibili o non risolvibili se non a prezzo sistematico di almeno una vita.
Parole a parte merita il livello 99 che per la sua macchiavellicità e difficoltà ha richiesto non meno di 40 minuti di affannati tentativi quasi sempre frustrati dalla caduta in buche da cui non era possibile uscire se non da morto.
Non me la sento di sminuire il capolavoro TAITO solo non posso non notare come oggi ci sia molto più lavoro di testing e fitting dietro ad un gioco.

Tatta tat tatta ta tatta tat ta tat tatta tat tat....

lunedì 27 luglio 2009

mentalità (italiota)..


Ieri, complice la bella giornata e la mia conclamata poca propensione per il mare mi sono fatto un bel giretto in scooter nell'entroterra. Ad un certo punto mentre tornavo in giù da Torriglia verso la statale 45 mi si fa incontro una macchina rossa, il conducente estrae il braccio dall'abitacolo e mi fa cenno di rallentare. Passano 200 mt ed un'altra macchina mi sfareggia a tutta forza.
Ormai mi sono convinto che ci deve essere dietro la curva una qualche situazione di pericolo quindi faccio il gesto del pollice alzato al guidatore e rallento vistosamente.
Dopo la curva nessun incidente, frana o altro. Semplicemente una pattuglia in attesa con un autovelox.

100% pure italian style

mercoledì 15 luglio 2009

il terzo gemello (K.Follet)..


In questo romanzo, divertente e ben scritto, il serial-best-seller americano rivisita in chiave moderna uno dei temi più abusati in letteratura sin dai tempi di Plauto, quello dello scambio di persona.
La genetico, azienda presieduta da tre vecchi ultraconservatori sta per essere venduta, per una cifra iperbolica, ad una azienda tedesca ma la dottoressa Ferrami mette il dito su qualcosa che sarebbe dovuto rimanere nascosto per sempre sconvolgendo i piani e mettendo in forse la cessione.
Le vicende si dipanano fluidamente fino a rivelare un finale non esattamente a sorpresa.
Tra le note negative il solito atteggiamento americano per cui i protagonisti devono essere sempre atletici e belli, quasi che + che un romanzo chi scrive prefiguri già uno script cinematografico.

lunedì 13 luglio 2009

osteria della beccassa ti punisce col fuoco..


Venerdì scorso con gli amici di stadio abbiamo celebrato la rituale cena di fine stagione. Da buoni genoani privilegiamo i locali che ostentano la propria adesione alla fede rossoblu, così questa volta abbiamo optato per l'osteria della beccassa sita a Campo Trebbia dalle parti di Torriglia.
La cena è stata gradevolissima e le portate buone ed abbondanti hanno fatto da sottofondo alle nostre "pacate" discussioni sull'operato della dirigenza rossoblu.
A fine pasto l'oste, in quanto nuovi clienti, ci ha sottoposto al suo supplizio personale preferito ossia un cucchiaino del suo ottimo distillato di peperoncino.
In pratica si tratta di fuoco concentrato capace di bruciare prima le labbra, poi la bocca ed infine esofago e stomaco. Si tratta poi di un fuoco non dissimile dal napalm il cui effetto è tutt'altro che passeggero.
Morale della favola, di 5 che eravamo dopo il cucchiano dell'oste uno ha vomitato, uno ha assunto un colorito paonazzo ed ha faticato a respirare per 5 minuti buoni mentre quello che se l'è cavata meglio non è riuscito a parlare per almeno 30 secondi.
Ora se da un lato è bello è affascinate che certi locali abbiano le loro tradizioni non è che questo li autorizzi a martoriare i clienti. Già mi aspetto di trovare un locale dove dopo le gozzoviglie si è costretti a recitare "A Silvio" sulle ginocchia.

martedì 7 luglio 2009

fango (N.Ammaniti)..


Il libro racchiude una serie di racconti grotteschi e divertenti che rappresentano una umanità fortemente stereotipata e incline al vizio.
L'autore si focalizza sul decadimento morale della società italiana con personaggi chiamati a sguazzare nel fango fino a pagare il fio della propria reprobità.
Divertente, dissacrante anche se a tratti un po' scontato.