venerdì 31 luglio 2009

digital delivery e taboo del costo 0..


Da poco + di un mese vivo in simbiosi con un iPhone 3GS. Al di là della indubbia bellezza e versatilità del device, la cosa che mi ha maggiormente colpito è l'apple store.
La possibilità in ogni momento di cercare un widget e scaricarlo con una procedura semplice e veloce è veramente una grossa cosa.
Non è una cosa del tutto nuova nemmeno per me visto che negli scorsi mesi ho scaricato qualche gioco su wii dal canale wiiware ma il sistema apple è molto + integrato organizzato veloce e carico di applicazioni.
E' indubbio che il digital web delivery si sta imponendo a grandi falcate col suo modello broadcast verticale rispetto ai tradizionali canali. E' un indubbio passo avanti in comodità e flessibilità.
Certo questo modello si porta dietro dei dubbi e delle problematicità:
  • -I repository rendono facile il rilascio di troppi prodotti di bassa qualità. Inoltre non è facile limitare l'effetto parmesan in stile fakebook.
  • -La presenza di prodotti a costo zero da un lato spinge tutti quelli che pubblicano a fare prezzi bassi ma dall'altra crea nell'utente l'idea "ma non c'è una applicazione simile gratis"? finendo per non privilegiare la qualità. A tutt'oggi a fronte di una 30ina di widget scaricati non uno di essi era a pagamento.
  • -Terzo punto oscuro è la visibilità dei prodotti ed la loro catalogazione che così com'è non garantisce granchè il ritorno di investimenti consistenti.
Cmq è incredibile vedere come la tecnologia diventi sempre + ubiqua e pervasiva senza che ce ne rendiamo neanche conto.

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