lunedì 28 maggio 2007

libera libellula


Non sospettavo di avere così tanta paura degli insetti. Soprattutto non pensavo di averne così tanto schifo fino all'altra sera quando rientrato in casa in compagnia della mia ragazza ho scoperto la presenza in ingresso di una libellula.
Il simpatico animaletto si è fatto individuare grazie al tremendo ronzare delle sue ali poderose e mi ha di fatto costretto in ostaggio in camera da letto fino alla mattina sucessiva. La cosa divertente è che sembravo realmente una checca impaurita, ma lo schifo nei confronti dell'innocuo insetto era troppo grande per riuscire a scacciarlo.
L'indomani sono riuscito dapprima a segregarlo in cucina (rinunciando alla colazione), poi con spregio del pericolo mi sono avvicinato alla finestra e l'ho aperta ma l'animale stupido invece di andarsene si è posizionato tra il vetro e la tenda della finestra.
Lì è rimasto fino a che, in preda ad un colpo di genio non ho fatto vento aprendo e chiudendo ripetutamente la porta ed il movimento della tenda dovuto alla corrente ha costretto il mostro a spostarsi e quindi finalmente a trovarsi innanzi alla finestra aperta.
Resta il fatto che il disgusto per gli insetti mi ha accompagniato per almeno 24 ore nelle quali sono scappato di fronte al più insulso moscerino.

venerdì 25 maggio 2007

metti un giovedì sera

Ultimamente andare in trasferta è diventato una sorta di impresa. Bisogna studiare la strategia giusta e muoversi d'anticipo. Ogni società ha i suoi canali di vendita, spesso telematici, ed i suoi criteri. In definitiva un gran casino.
E' per questo che ieri sera, vista la chiusura delle vendite nei TicketOne della liguria ci siamo decisi a partire per la bassa alla ricerca del tagliando perduto. Che qualcuno o qualcosa ci remasse contro dovevamo capirlo quando il giorno prima la rivendita aveva chiuso esattamente 5 minuti prima che venisse il nostro turno, ma si sa il genoano è ottuso.
Così abbiamo provato a dare l'assalto alle rivendite abilitate della bassa, in zona Cremona che sarebbero dovute essere in alcuni casi aperte fino a tardi e ben disposte a gratificarci.
Musse! Al mediaWorld di Vescovato (a cui per altro siamo arrivati 5 min prima della chiusura) ci hanno detto che il collegamento si era interrotto 30 minuti prima.
Allora abbiamo telefonato ad un certo Bar Sport che doveva avere i biglietti solidi, in effetti ce li aveva ma ieri per impegni particolari chiudeva alle 21 (ed ovviamente erano già le 20.55).
Va da sè che tutte le altre rivendite erano o chiuse o misteriosamente sguarnite ed impossibilitate a rispondere alle nostre insistenti telefonate.
Così vinti dal destino ci siamo fermati nella prima locanda e ci siamo sparati un cenozzo a base di salumi e baccalà alla livornese (sti cazzi com'è peso) ed ammirato un devastante carrello dei bolliti.
Morale della favola per riprenderci dalla sbabbia ci siamo dovuti fermare a Busalla a farci un sano birrozzo artigianale e poter quindi coronare finalmente il tutto con un gaudente rutto.

domenica 20 maggio 2007

American Gods (Neil Gaiman)



Gli dei nascono dalla fede che le persone hanno in loro. Questo principio viene preso alla lettera in questo libro dove dei, leggende, folletti ed altre amenità camminano sul suolo americano nell'apparente indifferenza generale.
Avevo già avuto modo di leggere Gaiman, sia come fumettista (Sandman) che come autore di romanzi (Nessundove) e devo dire che almeno inizialmente questa storia mi ha esaltato.
In quale altro libro può accadere che il protagonista esca di galera e sia coercitivamente ingaggiato da Odino (si proprio il dio) come guardia del corpo?
Sul suolo americano, territorio intrinsecamente poco propenso alla fede negli dei si trovano a fronteggiarsi due opposte fazioni, i vecchi dei e quelli nuovi legati alla tecnologia ed al progresso. Il protagonista ne combina di tutti i colori (e incontra personaggi assurdi come gli impresari di pompe funebri Ibis e Jaquel, in realtà gli dei egizi Toth e Anubi) mentre si sposta da un punto all'altro di una america visionaria come una pallina da flipper.
A mio avviso la trama dopo il primo terzo di libro si perde un po', forse anche per l'inconsistenza del confronto tra dei millenari facilmente descrivibili e ricchi di sfumature e gli sfuggenti dei moderni dei quali la sola Media appare convincente.
Personalmente sento di consigliare questa lettura solo a chi è realmente disposto a leggere un libro in cui la definizione di assurdo viene di continuo spostata e dove la coerenza non è condizione necessaria.
Tra le infinite citazioni di questo libro che forzatamente attinge dalla mitologia come non notare le frottole raccontate da Hinzelmann riprese pari pari da un "mito" della letteratura dell'iperbole quale il Barone di Munchausen.

Identità virtuale


Uno dei tratti salienti del cyberpunk è stato quello di aver precocemente individuato l'evelato livello di pervasività che la rete digitale avrebbe avuto nei confronti della vita reale. Ogni giorno dedichiamo parte del nostro vissuto alla rete, comunicando, interagendo e attingendo ad un sapere diffuso. Personalmente ho ormai maturato l'istinto della rete per cui 9/10 di fronte ad un dubbio la mia prima idea è "cerchiamo informazioni in rete" o andiamo in rete a farlo.
Si potrebbe dire che gli scenari descritti da Sterling, Gibson and friends negli anni 80 si sono rivelati premonitori sotto quasi tutti i punti di vista.
Detto questo, c'è però un punto su cui tutta la sci-fi cyberpunk si è tratta in inganno, questo punto è l'identità virtuale. Tutti quanti hanno parlato di alter-ego virtuali, di controparti, addirittura di trasmigrazione di individui dal reale alla rete, ma nessuno mi pare ha individuato i due parametri che più di tutto segnano questa prima età della rete: l'anonimato e l'identità multipla.
Oggi possiamo essere noi stessi per mezzo dell'email, identificarci su MSN o SKYPE come transfughi romulani, essere individui di sesso opposto all'interno di comunità on-line, interpretare i nostri sogni più sfrenati in Second Life o fingere di essere esperti di gioielli dalle righe di un nostro blog.
Mi chiedo quanto questo anonimato e questa separazione dell'immagine virtuale (e questa sua molteplicità) si protrarrà nell'evoluzione della rete.
Web 3.0 = identità reale/virtuale?

mercoledì 16 maggio 2007

che fine ha fatto trini alla frutta..



A quasi due anni dalla scomparsa dalla rete del mio sito personale eccomi pronto ad aprire nuovamente una finestra digitale sul fantastico mondo di trini.

I motivi del precedente abbandono sono tutti da rintracciare nella mancanza di tempo. Ragazzi gestire un sito completamente artigianale sotto tutti i punti di vista era, oltre che antidiluviano ed esteticamente raccapricciante, anche parecchio stancante.
Oggi creare un blog è semplice quasi quanto stapparsi una birra e sedersi davanti al pc per cui non ho più scuse e posso tornare ad infettare la rete con i miei inutili contenuti.

Chiaramente il blog è del tutto "in costruzione", almeno fino a questo fine settimana quando conto di riuscire a fare un minimo di tuning estetico.

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