giovedì 19 febbraio 2009

Frankenstein o il novello prometeo (M.Shelley)..


Come spesso accade in questi casi il libro si discosta moltissimo da quello che è l'immaginario comune circa Frankenstain ed il suo mostro, innanzi tutto le ambientazioni che, se si eccettua la fuga finale verso il polo nord, sono tutt'altro che angoscianti spaziando dalla bella Ginevra, al fiume Reno fino a Londra, la Scozia e l'Irlanda.
Chi si aspetta lugubri manieri e inquietanti domestici (vedi il celeberrimo Igor) resterà deluso dal giovane Victor Frankestein che si circonda di dolci cugine e virtuosissimi amici.
La storia narra in primo luogo dello sfortunato Victor che dopo avere scoperto il segreto della vita grazie ai suoi studi non rinuncia a farsi demiurgo e plasmare un essere infelice per forma e destino.
Il mostro è in realtà un'essere inizialmente buono (buon selvaggio) che viene tramutato in demonio dall'incapacità della gente di andare oltre il suo aspetto deforme.
Addirittura sconvolgente è poi sapere che il mostro è dotato di eloquenza tutt'altro che trascurabile oltre a forza e resistenza.
Il protagonista alla fine è costretto ad espiare questo suo peccato di presunzione pagando con la morte propria e di tutti i suoi cari.
Per essere un racconto nato per cimento in una fredda e noiosa giornata il racconto è assai godibile ed ha il pregio oltre all'originalità della scorrevolezza. Facilmente si viene catturati dal procedere della storia che a fatica si abbandona.
Ottimo libro sia per diletto che per riflettere sui limiti etici dell'ingegno umano nonchè sul modo in cui viene affrontato il diverso dalla società occidentale.

rogito ergo sum...


Ieri abbiamo effettuato il rogito dell'appartamento che quindi è finalmente a nostra disposizione per iniziare tutti i lavori.
La sensazione che provo è strana e non capisco se sia maggiormente legata all'effetto di possedere una casa nostra o all'aver detto in un solo istante ciao a tutto il denaro messo faticosamente da parte.
Per ora siamo nella fase burocratica che è davvero molto noiosa, non vedo l'ora di arrivare alla fine del percorso e trasferirmi.

domenica 15 febbraio 2009

il curioso caso di Benjamin Button..


Poche volte in vita mia mi sono annoiato al cinema come con questo cine-polpettone. Per i pochi che non sapessero di che si tratta, il film narra le vicende di questo Benjamin Button che, per strani motivi, nasce vecchio e ringiovanisce via via fino a diventare un infante e morire.
Tutto il film gira attorno alla storia d'amore tra il protagonista ed una donna, dapprima si incontrano che lui è vecchio e lei bambina, poi a mezza strada quando sono coetanei si mettono insieme per poi concepire una figlia ed inevitabilmente lasciarsi quando lui diventa troppo giovane. Alla fine si incontrano ancora con la donna che accompagna Benjamin, bambino nel corpo ma anziano nell'anima alla morte.
Si tratta di una specie di Forrest Gump in salsa rosa ma senza i gamberetti di Bubba (ossia senza scene divertenti). Addirittura molti degli episodi sono quasi al limite del plagio, il fatto che lui si imbarchi su un peschereccio, il fatto che vada in guerra e muoiano quasi tutti tranne lui, il fatto che la protagonista intorno ai 20-25 anni si dia agli eccessi e lui si senta escluso sono i punti di contatto maggiori. Anche lo stile narrativo fatto di racconti flash-back intervallati da brevi scene al presente si ispira al ben più riuscito film con Tom Hanks.
Alla fine restano alcuni evidenti forzature nel modo in cui gli anni vadano avanti per lei ed indietro per lui, con accelerazioni e rallentamenti non proprio chiari ed una storia d'amore volutamente strappalacrime dove i due protagonisti sono un po' troppo privi di spessore psicologico (in tutto il film non ci si sofferma neanche un secondo su cosa possa voler dire per il protagonista ringiovanire invece che invecchiare, la cosa scorre via come se fosse una stranezza tutto sommato normale).
Film dal ritmo lento che però può piacere ad un pubblico femminile più attento ad i sentimenti e meno ai risvolti logici o psicologici.

mercoledì 11 febbraio 2009

Moll Flanders (D.Defoe)..

Raramente ho incontrato così tanta difficoltà a procedere nella lettura di un libro in vita mia. Questo romanzo di Defoe, l'autore dello stra-famoso Robinson Crusoe, è così denso di eventi da condensare in appena 300 pagine una autobiografia (quella della protagonista) che in mano a gente come Dickens sarebbe risultata in almeno 24 volumetti da 200 pagine.
La storia è ambientata nel '600 e fa la spola tra l'inghilterra (londra e liverpool) e l'america (Virginia, Maryland) raccontando la vita e le azioni di una donna nata in prigione da una detenuta e destinata nel corso della vita a sposarsi non meno di 5 volte (una delle quali con un suo frattellastro), ad avere numerosi figli (dei quali poco o nulla si interessa) e a compiere azioni sempre più indegne fino alla redenzione finale che avviene nello stesso carcere in cui è nata.
L'intento del libro è dichiaratamente morale, vuole mostrare come una decisione malvagia finisca sempre per riverberarsi e produrre conseguenze infauste per chi la compie. L'indagine dell'io della protagonista è sempre piuttosto superficiale e sembra quasi che ella non possa avere per la testa che un unico pensiero per volta per lunghi periodi.
Molto interessante è invece l'affresco sociale che si legge in controluce al romanzo che esprime tutte le contraddizioni di un mondo bigotto negli atti pubblici e sordido in quelli privati.

lunedì 9 febbraio 2009

ex..


Diamo a cesare quel che è di cesare: questo film è divertente e carino, gli attori sono tutti molto bravi, la sceneggiatura è semplice al punto giusto e la regia lineare e pulita.
Detto questo, il titolo lasciava presagire qualcosa di più dinamico (non so, tipo 4 matrimoni ed un funerale) e carismatico di questo tranquillizzante elogio dell'amore famigliare.
Davvero troppo retorico e buonista per non rimanere un pelo infastiditi.

vero west (S.Shepard)..


Questo spettacolo è molto divertente, per due terzi del suo corso ha il ritmo e l'aspetto delle più classiche sit-com americane. Persino l'ambientazione esclusivamente casalinga richiama il genere ed il pubblico in sala viene quasi incitato dai tempi comici a sottolineare con risate ed applausi i passaggi più spassosi.
Le vicende narrano la storia di due fratelli, uno sceneggiatore di professione ed uno invece ladro e scapestrato che si ritrovano per caso nella casa materna (mentre la madre è in alaska in villeggiatura). Tutto scorre abbastanza serenamente fino a che durante la visita di un produttore il fratello sbandato riesce a convincere quest'ultimo a far scrivere al fratello una assurda sceneggiatura su un plot di film western di sua ideazione.
Da questo momento in poi il rapporto degenera in conflitto ed i due finiscono quasi per scambiarsi i ruoli.
Nell'ultimo terzo la storia getta la maschera e si rivela per quello che è, un racconto metaforico del conflitto adolescienziale fra senso del dovere legato alla maturità e la curiosità e l'egoismo tipico dell'infanzia. Appare dunque evidente come i due personaggi simboleggino le due inconciliabili differenti pulsioni che sono in moto nell'animo umano quando si affaccia sull'età adulta.
Ottima la prova degli attori, davvero minimale invece la cenografia consistente in un divano ed una macchina da scrivere posti su un piano sopraelevato e fortemente inclinato (forse a simboleggiare l'ineluttabilità dell'incontro scontro delle due forze descritte precedentemente).

giovedì 5 febbraio 2009

ma quale sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione..


Certo che questo è proprio un paese con cui faccio fatica a trovare corrispondenza. C'è una povera ragazza che da 17 anni vegeta attaccata ad un sondino senza alcuna speranza di miglioramento della propria speranza di vita. C'è un padre dignitosissimo che da 17 anni sconta una pena che nemmeno uno stupratore o un assassino. C'è una volontà chiara e limpida della ragazza e della sua famiglia.
Poi c'è un'omino vestito di bianco con il suo gregge che pensa che ciò che è giusto per loro deve essere imposto anche agli altri. E ci sono tanti genuflessi finti appartenenti al gregge che si fanno belli per farsi baciare in fronte dall'omino bianco. E poi c'è l'uomo qualunque, quello basso che fa battute su tutto ma che quando deve prendersi responsabilità non ha mai opinioni.

Ma quale stop dell'alimentazione e dell'idratazione, ma quale morte lenta e progressiva. Io sono favorevole all'eutanasia perchè penso che il diritto della persona a disporre di sè sia un diritto inalienabile. In un paese che avesse rispetto per il dolore e per i diritti civili questa povera ragazza sarebbe accompagnata ad una morte rapida ed indolore con uno dei qualunque mezzi messi a disposizione dalla medicina.

domenica 1 febbraio 2009

Quando il numero resta uguale ma cambia il ristorante..



Da qualche tempo avevo promesso ad Ambra che l'avrei portata a cena fuori in un ristorantino carino. Per fare la cosa un po' + romantica io avevo pensato al nostro primo ristorante.
Così nel pomeriggio cerco sull'elenco telefonico il numero e chiamo. Mi risponde un tipo molto affabile che mi riserva un tavolo per 2 persone per le 20.
Il pomeriggio prosegue difficoltoso tra mobilifici e preventivi per cucine. Arriviamo così un po' lunghi per poter tornare a casa a cambiarci ed optiamo per un breve aperitivo pre-cena.
Alle 20 meno dieci, un po' scossi dall'aperitivo frettoloso ci ritroviamo fuori dal ristorante, ma qualcosa non torna: il nostro ristorante non è più lui ma è un locale di cucina francese!
A sto giro richiamo per sincerarmi di non avere fatto confusione. Niente da fare, ho prenotato proprio in quel ristorante francese. Evidentemente quando è cambiata gestione il numero è rimasto lo stesso.
Così siamo entrati ed abbiamo desinato in un ambiente scic, serviti con molta cortesia e devo anche ammettere che il cibo era molto buono.
Alla fine, stante la strisciata di carta di credito che mi ha portato via abbondanti euro, l'esperienza è stata molto divertente e la serata molto piacevole.