martedì 26 agosto 2008

gomorra


Gomorra è un vivido affresco della realtà dei quartieri disagiati di Napoli, dove storie di ordinario dissesto sociale si succedono nell'apparente indifferenza dei più e nell'impotenza dello stato. Per rendere ancora + verace il tutto il film è recitato in gran parte da attori non di professione in napoletano stretto tanto che risulta necessario il ricorso ai sottotitoli.
Questo in parte affatica noi italiani poco avvezzi a leggere al cinema ma di contrappunto da al tutto un taglio maggiormente documentaristico o realistico quasi si trattasse di una inchiesta giornalistica.
La morale del film è che la criminalità organizzata è talmente radicata da creare una mentalità criminale dalla quale è difficile se non davvero impossibile distaccarsi. Quasi come se la gente di questi rioni nascesse invischiata in un una sozzura appicicaticcia difficile da eliminare.

La setta degli assassini (L.Troisi)..


Cosa c'è di meglio da leggere in estate di un buon racconto fantasy? Se poi questo è fatto davvero bene, ricco di personaggi interessanti, con una trama appassionante e con dietro un mondo immaginifico ben congeniato allora il godimento è ancora maggiore.
Lo devo riconoscere, mi sono avvicinato a questo volume (il primo della trilogia delle Guerre del mondo emerso) con un po' di scetticismo dovuto un po' al successo riscosso ed un po' da una malcelata esterofilia che mi porta a considerare provinciale il prodotto letterario italico. Tuttavia ho impiegato davvero poco a ricredermi. Seguire le gesta di Dubhe fino nel tempio della setta degli assassini è stata un'esperienza appassionante che mi ha inchiodato al libro appena avevo un attimo libero.
Certo di mio ho una certa passione per il genere che non praticavo da parecchio tempo ma leggendo queste pagine ho ritrovato l'entusiasmo che ebbi solo ai tempi della prima lettura della Dragonlance. Mi spingo a dire che pur avendo letto solo un libro Troisi si colloca nelle mie preferenze davanti ad un mostro sacro come Brooks.
A questo punto non resta che leggere i successivi due volumi per vedere se mi aspetta un crescendo rossiniano o una cocente delusione.

lunedì 25 agosto 2008

another me is coming..


Di ritorno dalle ferie vi propongo questa vignetta/auto-caricatura da me disegnata sul retro di una busta. Vi prego di apprezzare che non è priva di sottigliezze.

martedì 12 agosto 2008

vacanze


Un breve post solo per dirvi che parto per le vacanze (andalo in trentino) e che tornerò online il 25 Agosto. Ci si becca spero un pelo + rilassati (questi ultimi mesi mi hanno notevolmente affaticato).

venerdì 8 agosto 2008

a noi vivi (R.Heinlein)...


Una mappa geografica che non contempli la terra di Utopia non è degna di alcun interesse.

Così diceva (approx) il grande Oscar Wilde e così doveva pensare Heinlein quando ha scritto questo libro, il suo primo romanzo ad essere stato scritto ed anche l'ultimo ad essere stato pubblicato.
La storia è piuttosto banale, un giovane pilota della marina americana rimane vittima di un pauroso incidente stradale nel 1939 e si risveglia nel 2089 ben 160 anni dopo la sua apparente morte.
In realtà la trama è solo un canovaccio per giustificare la smania dell'autore di cimentarsi in un saggio di sociologia ponendo l'accento sulle tendenze e sulle ipocrisie del 1939 (che è l'anno in cui il romanzo è stato scritto) e mettendole a confronto con una società utopica e sociologicamente (direi quasi psicologicamente) matura.
Il bello di Heinlein è che non si fa problemi ad essere ne politicamente scorretto ne spregiudicato (come quando profetizza una nudità casalinga diffusa) ne fantasioso, in queste pagine si intravede già l'autore di straniero in terra straniera.
Riguardo al modello sociale proposto si può dire che l'autore non è stato un buon profeta (almeno ad oggi che siamo a metà del guado) ma non si sa mai. Neo del libro è l'estenuante minuzia con cui viene affrontato lo studio del modello economico del 2086 che a chi non è appassionato di macroeconomia non può non venire a noia.
In definitiva consigliabile più per approfondire la conoscenza dell'autore che per meriti intrinseci.

martedì 5 agosto 2008

la rivincita dei giochi arcade..


Ora che ho molto meno tempo che in gioventù per giocare ai videogiochi sto assistendo ad un cambiamento dei miei gusti verso il genere arcade.
L'ultimo esempio di questa escalation è rappresentato dall'acquisto di guitar hero III (legends of rock) per wii. Era dai tempi di elite beat agent (altro rythm game) che non mi sentivo così dopato da un gioco.
GH non ha complesse storie da tenere a mente, non prevede di esplorare per ore le stesse stanze alla ricerca di passaggi da sbloccare, non richiede nemmeno l'impostazione di una tattica o di una formazione, è gioco allo stato puro. Addirittura risulta divertente il tutorial (opzionale).
Ecco forse mi sto progressivamente trasformando in un casual gamer e quindi sento il richiamo per giochi dal design semplice che offrano una sfida legata alla abilità e non un'avanzamento forzato ed omogeneo.
Ecco credo che l'elemento sfida, in un panorama di vg che si muovono su nastri di trasporto dove anche mia mamma arriverebbe alla fine (se non si stufa prima) , sia quello che realmente oggi mi spinge verso i giochi arcade.

venerdì 1 agosto 2008

il cavaliere oscuro..


Dopo tanti anni e tanti mezzi aborti finalmente sono riusciti nell'impresa di realizzare un film su un super-eroe che sia un film bello e interessante anche prescindendo dal fascino del suo protagonista.
Atmosfere cupe ma calate in una gotham che finalmente sembra una vera metropoli americana ed un joker assolutamente strepitoso sotto tutti i punti di vista riescono dove molte altre pellicole avevano fallito.
E' proprio l'arcinemico il vero crack del film. Un joker psicopatico ed inquietante dedito a propagandare il caos per le strade della città coll'obiettivo di mettere batman di fronte ai propri irrisolti conflitti.
Ne esce un film che sembra più un thriller (a tratti anche violento) che una pellicola d'avventura, coll'unico difetto di essere forse un po' più lungo del necessario.

Faccio in parte mie le perplessità per un doppiaggio non troppo azzeccato e forse realizzato frettolosamente che comunque non invalida la godibilità della pellicola.
Consiglio la visione a tutti.