mercoledì 11 febbraio 2009

Moll Flanders (D.Defoe)..

Raramente ho incontrato così tanta difficoltà a procedere nella lettura di un libro in vita mia. Questo romanzo di Defoe, l'autore dello stra-famoso Robinson Crusoe, è così denso di eventi da condensare in appena 300 pagine una autobiografia (quella della protagonista) che in mano a gente come Dickens sarebbe risultata in almeno 24 volumetti da 200 pagine.
La storia è ambientata nel '600 e fa la spola tra l'inghilterra (londra e liverpool) e l'america (Virginia, Maryland) raccontando la vita e le azioni di una donna nata in prigione da una detenuta e destinata nel corso della vita a sposarsi non meno di 5 volte (una delle quali con un suo frattellastro), ad avere numerosi figli (dei quali poco o nulla si interessa) e a compiere azioni sempre più indegne fino alla redenzione finale che avviene nello stesso carcere in cui è nata.
L'intento del libro è dichiaratamente morale, vuole mostrare come una decisione malvagia finisca sempre per riverberarsi e produrre conseguenze infauste per chi la compie. L'indagine dell'io della protagonista è sempre piuttosto superficiale e sembra quasi che ella non possa avere per la testa che un unico pensiero per volta per lunghi periodi.
Molto interessante è invece l'affresco sociale che si legge in controluce al romanzo che esprime tutte le contraddizioni di un mondo bigotto negli atti pubblici e sordido in quelli privati.

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