venerdì 28 marzo 2008

polvere alla polvere (Farquhar )


Mick è morto cadendo dalle scale, probabilmente ubriaco fradicio. Da questo avvenimento prendono avvio i monologhi intercalati dei tre personaggi accumunati fra loro dalla conoscienza del defunto (due suoi amici e l'ex moglie).
I tre personaggi sono treperdenti, del tutto alienati dal mondo che scorre loro accanto e privi di veri rapporti di amicizia di amore o altro.
Henry è un bevitore incallito, Kev è un ometto sfigato e solitario e Holly è una donna senza particolare arte ne parte. La storia racconta i giorni successivi alla morte di Mick, i preparativi per il suo funerale, la pulizia della sua casa, insomma fatti poco significativi ma al di sopra di essa si muove l'evoluzione dei tre personaggi che tornano a farsi umani sperimentando un rapporto di vicinanza forzato dagli eventi. Il tutto raggiunge il suo climax con la decisione di andare a disperdere le ceneri di Mick all'estremo nord della scozia e con il conseguente viaggio.
Che dire, teatro minimale ma molto coinvolgente. Personalmente ho apprezzato molto sia lo script che l'abilità degli attori. Sulla scenografia niente di particolare da dire visto che si è limitata a un fondale bianco su cui varie lampade creavano le zone di azione per i personaggi.

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