martedì 18 marzo 2008

Erec e Enide (Cretien de Troyes)..


Un giorno mentre la corte di Artù è impegnata in una battuta di caccia il bel cavaliere Erec è di scorta alla regina Ginevra. Appare un cavaliere accompagnato da una dama e da un nano che offendono la regina e feriscono Erec in modo poco rispettoso.
Erec si pone al loro inseguimento per vendicare l'onta. Viene ospitato da un povero ma gentile vassallo che ha una figlia bellissima, Enide. Il giovane Erec sfida e vince il cavaliere irrispettoso e prende Enide per sposa.
Rientrato nei suoi possedimenti si dedica interamente all'amica e viene meno al suo valore rifiutando di intraprendere altre imprese. Enide soffre del fatto che il suo bell'amico sia svilito nell'onore per colpa dell'amore che prova per lei e gli confessa quanto la gente dice.
Erec a questo punto dubita non solo del suo onore ma anche del fatto che la dolce Enide possa amare un vile edecide di intraprendere una avventura con al seguito la sola moglie per mettere alla prova il suo coraggio e l'amore di lei.
La storia si conclude ovviamente in modo molto positivo ed Erec riconquista il suo onore.
Ciò che colpisce ancora una volta è come al centro della storia sia la virtù delle persone, l'onore e la cavalleria intesa come modo di comportarsi. La narrazione è serrata e priva di spunti di riflessione interiore come se chi la racconta fosse più cronista che romanziere. Rispetto al Parceval il romanzo ha una struttura più chiara e risulta alla fine delle cose anche abbastanza godibile seppure distante anni luce dalla mentalità moderna.

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