martedì 20 novembre 2007

la gaia fantascienza


Ieri sera un mio amico ha visto tra le mie mani un libro di Jack Vance e così abbiamo cominciato a discutere un po' sulla fantascienza. La sua impressione da profano (ma dotato comunque di buoni riferimenti socio-culturali) è che la fantascienza sia solo un genere di letteratura avventurosa e quindi si esaurisca nel filone degli star-trek o degli star wars.
Ho cercato con buoni argomenti di controbattere questa impressione spiegando a lui che innanzi tutto la fantascienza più che un genere è un contenitore di generi diversi che hanno tutti in comune il fatto di raccontare eventi localizzati in un universo differente da quello reale ma comunque più o meno plausibile.
Poi all'interno di questo spazio ci sono libri che si occupano di avventura ed altri che invece usano la fantascienza per creare il contesto per analisi psicologiche, sociologiche o politiche. Altri invece si preoccupano di dare libero sfogo alla creatività pura e semplice.

Ragazzi la fantascienza è un genere che merita più che una svogliata occhiata, certo occorre documentarsi e sapere cosa cercare. Pagine come quelle di Vonnegut o di Keyes o di Bradbury (citando qualcosa nel mucchio) meritano di essere lette da tutti.

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