mercoledì 13 febbraio 2008

Cloverfield..


Prendete Godzilla ed immaginate di raccontare la storia non dal punto di vista del regista ma da quello di un gruppo di persone coinvolte nella fuga dalla devastata città di Manhattan. Questo è Cloverfield.
Uno dei protagonisti ha in mano la videocamera quando parte l'attacco della bestia e continua a filmare per tutta la durata del film. Dunque il film è fatto a spezzoni con stacchi duri e secchi da una scena all'altra, senza musiche di sottofondo e con una trama che è piuttosto labile (recuperare una donzella ferita e fuggire dalla città) e l'attacco del mostro non è nè giustificato in alcun modo ne portato a conclusione. Alla fine del racconto non sappiamo cosa ne è stato del mostro della città nè di alcuni protagonisti.
Sul web questo prodotto viene talvolta presentato come uno stravolgimento dello strumento comunicativo cinematografico a favore di contenuti user generated (stile Youtube). In realtà il film più che mostrare contenuti fatti da utenti sembra intento a mostrarci gli utenti che realizzano i contenuti. Uscendo si ha più l'impressione che sia il cinema a provare mangiare la rete più che la rete a tracimare nel cinema.

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