lunedì 7 gennaio 2008

lo hobbit (J.J.R Tolkien)..


Ecco finalmente colmata una delle mie peggiori lacune letterarie. Avendo letto il signore degli anelli in età adolescienziale, nettamente prima dell'hype generato dai film ed essendo successivamente rimasto schiavo del Silmarillion e delle sue tematiche non mi ero mai concesso la lettura di questa storia.
Un po' a tenermi lontano era il fatto che lo hobbit fosse descritto per lo più come una fiaba, avevo un po' paura che Tolkien mi deludesse e svanisse l'aurea di magia che la terra di mezzo ha nel mio immaginario.
Sono riemerso dalla lettura con due convinzioni granitiche:
- Lo hobbit è una fiaba
-Tolkien è un genio punto e basta

La storia è gradevolissima e ricca di spunti che la ricollegano a quanto presente nelle altre avventure e leggende della terra di mezzo. Il mondo in cui avvengono i fatti non è diverso da quello narrato nell'epica avventura dei figli di Hurin, quello che cambia è la prospettiva letteraria. Quì c'è un narratore che guida in prima persona attraverso le vicende della storia e tutto è pervaso da un clima di gradevole ironia. L'affresco risultante è favolosamente iridescente e fate e nani non sono + gli esseri reali del signore degli anelli o leggendari del Silmarillion ma buffe e fantastiche figure immaginifiche.
E' incredibile vedere come Tolkien sia capace di cambiare registro con sapienza letteraria senza snaturare e tradire lo spirito della terra di mezzo.
Davvero valeva la pena aspettare di meno per leggerlo.

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