il dubbio (J. P. Shanley)..


Quanto è forte il tarlo del dubbio e quanto dirompente può esso diventare quando associato alla mancanza di fiducia ed al preconcetto. L'autore dello spettacolo ci porta a ragionare su queste tematiche sfruttando la storia di un presunto abuso sessuale da parte di un prete nei confronti di un giovane studente di colore.
La madre superiora a capo dell'istituto non vuole credere alle spiegazioni del prelato ed insiste a cercare conferme al suo dubbio e così facendo arriva perfino a mentire. A nulla valgono le spiegazione e le suppliche anche da parte di un'altra suora; la superiora resta ferma sulle sue posizioni fino a trarne le estreme conseguenze (riferendo il presunto accaduto alla famiglia del ragazzo ed al monsignore superiore del prete).
La rappresentazione gode di una produzione di gran pregio, con Sergio Castellitto in cabina di regia e Stefano Accorsi nel ruoto del prete. Gli attori sono tutti bravi ed ispirati (specie le due suore) e sostenuti da un pubblico forse un po' troppo partigiano (taluni applausi sembravano quasi teleguidati da una claque di fan del pur bravo Accorsi).
La scenografia è semplice ma efficace con semplici arredi e dei teloni rigidi con configurazioni multiple sullo sfondo a costituire ora una parete ora il fondo di una chiesa ora una palestra. Interessante nota è costituita dalle musiche che accompagnano le transizioni di scena e che citano Dylan a manetta e credo siano lì per contestualizzare storicamente il periodo in cui si svolge la vicenda.
In definitiva spettacolo ottimo anche se forse un pelo lento in alcune parti ed ottimi attori.

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