giovedì 19 giugno 2008

i viaggi di Gulliver (J.Swift)


Prosegue la mia passeggiata tra quei libri che pur facendo parte dell'immaginario collettivo quasi nessuno ha realmente letto. I viaggi di Gulliver (il cui titolo originale è lungo quasi quanto l'intero post) è un proverbiale esempio di satira politica e sociale resa sotto forma di parodia di diario di viaggio.
Il libro è diviso in quattro parti, ognuna relativa ad un viaggio in un paese fantastico: -lilliput, -brobdignac, -laputa, -il paese degli Houyhnhnm. Ogni avventura è in realtà la descrizione di una utopia sociale (o una distopia) resa interessante da qualche aspetto particolare: lilliput è abitata da ometti piccolini, brobdignac da giganti, l'isola di laputa si libra nel cielo sopra il territorio di balnibarni e l'isola degli Houyhnhnm è abitata da cavalli.
Swift prende spunto dalle queste società fantastiche per fustigare a più non posso gli usi ed i costumi suoi contemporanei, il ceto politico e in ultimo la stessa natura umana presentata nella disgustosa nudità e deformità degli Yahoo un popolo di uomini privi di raziocinio ed in questo più bestiali degli animali.
L'opera è divertente, di facile lettura ed invero interessante nella misura in cui i vizi e le depravazioni descritti sono ancora ampiamente praticati. I più sgamati potranno notare come questo libro sia ancora oggi fonte di numerose ispirazioni e citazioni.

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