mercoledì 15 ottobre 2008

re lear (W.Shakespear)..


Il Re Lear è uno dei capisaldi del teatro Shakesperiano per cui ero molto curioso di andarlo a vedere. Per altro ahime si trattava della prima del primo spettacolo della stagione del teatro stabile di genova per cui era pieno di autorità, giornalisti e telecamere per cui si è cominciato tardi e l'intervallo è stato lunghissimo.
Che dire il Re Lear è davvero un'opera difficile secondo me, tutta giocato sui contrasti tra i sentimenti proclamati e quelli provati e tra la pazzia e la salute mentale e pieno di personaggi molto distanti dai nostri canoni moderni. Per esempio il fool, il pazzo o la pazzia di Lear che compare solo nel primo atto è un elemento di difficile decrittazione per chi come me non ha i giusti strumenti.
Il racconto dipana una storia abbastanza complessa e non particolarmente interessante, mentre invece il lirismo delle parole è come sempre nell'autore veramente molto ispirato. La scenografia è assolutamente interessante poichè proietta l'inghilterra pre-arturiana in territorio mongolo dove tutto ha un che di orientale e le azioni si svolgono interamente in tende simili a iurte.
Anche l'azione è spettacolare con diversi effetti di luce e trovate sceniche interessanti e di sicura atmosfera. Cattivo l'audio che in alcuni punti cadeva vittima di improvvisi vuoti rendendo difficile seguire alcuni passaggi.
Concitata nel tono ma compassata nei tempi la recitazione che ha il pregio di soffiare pathos finendo però per dilatare troppo i tempi estenuando così gli spettatori. Buone nel complesso (ma non tutte singolarmente buone) le prove degli attori.
Concludendo lo spettacolo prende un testo complesso e finisce per renderlo ancora più difficile per chi vi si trova davanti senza una specifica preparazione. Da consigliare solo ai patiti del teatro Shakesperiano.

1 commento:

Anonimo ha detto...

ahhhh uuuu
ahhhh uuuu
zzz zzz zzz
sonno..

ambra