martedì 16 giugno 2009

flatlandia (E.Abbot)..


Questo fantasioso e divertente racconto ci porta a Flatlandia, un improbabile mondo in due sole dimensioni popolato da figure geometriche disposte in una rigida scala gerarchica.
Al top c'è il clero rappresentato dai cerchi, poi l'aristocrazia poligonale, i quadrati professori e studiosi e in fondo sotto agli equilateri gli isosceli, gli irregolari e le donne. L'altra parte del foglio non esce molto bene da questo racconto e le femmine ridotte a misere stanghette sono dotate di poco intelletto e poca memoria.
Si tratta di un affresco divertente della società Vittoriana in cui l'autore vive ed opera come istitutore, assimilabile ad altre utopie a lui contemporanee.
Il protagonista del racconto è un quadrato la cui vita è sconvolta dall'incontro rivelatore con una sfera che vuole arruolarlo per insegnare il vangelo delle tre dimensioni ai suoi simili. Il protagonista fa molta fatica a credere all'esistenza di questa dimensione visto che i suoi sensi gli permettono di interagire colla sfera solo attraverso di una sua sezione che interseca la flatlandia.
L'autore con la tipica ironia britannica vuole farci riflettere sulla presunzione umana proponendoci la domanda sull'esistenza di una 4° dimensione (forse spirituale) altrettanto inesplicabile per noi umani quanto lo è la terza per il quadrato.

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