lunedì 21 aprile 2008

memorie dal sottosuolo (F. Dostoevskij)


L'opera è una trasposizione parziale del testo russo arricchita di riferimenti Kafkiani in cui viene tracciato un manifesto decadente ed anti-illuminista dell'umanità non già definibile come virtuosa e razionale ma bensì vile e viscerale. Tale tesi viene portata avanti attraverso la metaforica progressiva trasfigurazione del protagonista in un'orribile scarafaggio.
La trama ci mostra il protagonista alla prese con un goffo e truffaldino tentativo di disorientamento nei confronti di una puttana e vittima delle sue smanie e manie.
La scenografia è semplice ma efficace, il lato sinistro rappresenta l'appartamento del protagonista, quello destro la stanza da letto in cui esercita la professionista. Dietro e davanti due cumuli di realistica neve finta forniscono lo sfondo per i monologhi e per i brevi 'esterni'.
Ottima la prova di Lavia, che davvero da tutto se stesso al protagonista. Unica nota negativa i monologhi un po' troppo lenti e relativamente incisivi rispetto alle fasi dialettiche.

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