venerdì 14 novembre 2008

Eutanasia..


Prima di tutto un paio di concetti per sgomberare il piano da dubbi:
1) Siamo in uno stato di diritto. In quanto tale la giustizia non è azione morale ma applicazione della legge.
2) Piena libertà di opinione è garantita a tutti a patto poi di assumersene la responsabilità.

Visto che quasi tutti, vescovi, politici, giornalisti ecc hanno espresso la propria opinione sul caso di Eluana, spesso sparando (è mia opinione) immani cazzate, penso di non offendere nessuno pubblicando la mia riflessione.

Sono favorevole all'eutanasia.
Mi spiego meglio non solo sono favorevole al diritto di ogni persona di stabilire se sottoporsi o meno ad un determinato trattamento, sia esso espresso coscientemente (cosa garantita dalla legge) o tramite un testamento biologico (cosa che presumibilmente verrà garantita in futuro) ma sono anche favorevole a dare a chi soffre di un male atroce ed incurabile la possibilità di chiamarsi fuori se questa è la sua volontà.
In fondo penso che sia un problema di libertà. La vita è proprietà individuale, anche se lo svolgimento della stessa è regolato dalle norme della legge.
Le istituzioni dovrebbero concepire le normative come modalità per permettere alle persone di godere della maggiore libertà possibile al netto del rispetto delle libertà altrui e non uno strumento per imporre un'etica. Anche perchè non esiste un'etica naturale ma solo tante diverse etiche funzionali ai vari credi o a vari approcci filosofici.
Se un domani su un letto di ospedale, malato terminale, tra atroci dolori decidessi di chiedere l'opzione di essere avviato ad una morte serena a chi lederei la libertà? Se trovassi qualcuno disposto a mettermi liberamente nelle condizioni di poter morire a chi lederei la libertà? Se trovassi qualcuno disposto a farmi l'iniezione a chi lederei la libertà?
Non dico che la fatale iniezione dovrebbe essere concessa con lassità a chiunque ne faccia richiesta, ma magari si potrebbe avere un comitato scientifico/giuridico che ne possa valutare almeno l'ammissibilità.

Davvero fa male pensare che la povera Eluana sia costretta a morire di fame e sete (spero che almeno gli diano della morfina ammesso che possa provare dolore) fra gli strali di cardinali chiusi nella loro torre d'avorio, lontani dal vivere quotidiano della gente almeno quanto lo sono spesso i politici quando basterebbe un gesto di amore per la libertà e l'autodeterminazione.

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