domenica 16 maggio 2010

La singolarità è vicina (R.Kurzweil)..


Alla base di questo saggio c'è l'osservazione che la crescita tecnologica (o per meglio dire quella informatica) è inarrestabile. Oltre tutto tale crescita non sarebbe lineare bensì esponenziale come testimoniato dalle stra-famose leggi di moore e dalle tendenze di molteplici altri indicatori.

Questo fatto schiuderebbe le porte nel prossimo futuro (prima metà del secolo corrente) a tre grandi e clamorose rivoluzioni:
  • Rivoluzione Genetica: prolungamento indefinito della vita umana e guarigione da quasi tutte le malattie
  • Rivoluzione Nanotecnologica: possibilità di costruire macchine minuscole, velocissime e versatilissime, capaci di viaggiare nello spazio come sovrapporsi al sostrato biologico terrestre come di integrarsi all'interno dell'organismo umano permettendone una riprogettazione
  • Rivoluzione Robotica: emersione dell'IA forte e superamento delle capacità intellettuali umane legate ai limiti biologici.


Queste tre rivoluzioni accelereranno tantissimo lo sviluppo umano e la capacità di calcolo del pensiero ordinatore tanto da costituire una singolarità ossia un punto di non ritorno capace di stravolgere il passato e proporre l'emersione di un paradigma completamente nuovo di intelligenza.

L'autore immagina un'umanità progressivamente svincolata dalla propria corporeità (cyborg, umani digitali) e da ultimo anche dalla realtà fisica (tramite la riprogettazione degli organi di senso e la sovrapposizione ad esso di nuovi livelli di controllo), tesa ad espandere la propria capacità di calcolo agli estremi dell'universo.

La disamina è interessante e parzialmente condivisibile da punto di vista puramente tecnologico, quello che mi lascia un po' basito è il fatto che le ricadute sociali di queste prefigurate rivoluzioni sono se non trascurate molto marginalizzate. Io non sono sicuro che l'uomo moderno sia sufficientemente plastico nel suo modo di percepire la realtà da accettare queste prospettive in modo semplice. Oltre a ciò non viene considerato come queste rivoluzioni, capaci di produrre grande potere, saranno mediate da chi gestisce il potere stesso e quindi saranno sfruttate per perseguire interessi locali molto più che interessi globali.

In ultimo non sono sicuro che il futuro che descrive Kurzweil sia un futuro capace di affascinare le menti e quindi indirizzare gli scopi.

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